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Politica | 05 maggio 2026, 06:03

Teleriscaldamento ad Alba, il futuro è ancora da scrivere: scontro in aula sulle prospettive

Con la concessione in scadenza nel 2027 e l’annunciato smantellamento di Alba Power, la minoranza chiede chiarezza sulle scelte dell’amministrazione.

Teleriscaldamento ad Alba, il futuro è ancora da scrivere: scontro in aula sulle prospettive

 Una concessione in scadenza, una centrale destinata a essere smantellata e una città che chiede certezze sul proprio futuro energetico. In Consiglio comunale ad Alba si è acceso il confronto sul tema del teleriscaldamento, con un’interrogazione del consigliere di minoranza Emanuele Bolla, che ha chiesto chiarimenti sulle prospettive della centrale Alba Power e sulle future politiche dell’amministrazione comunale.

Nel suo intervento, Bolla ha spiegato che l’interrogazione nasce anche da notizie apprese attraverso la stampa locale e dalla necessità di affrontare con il giusto anticipo una questione delicata, così da consentire al Consiglio di muoversi con consapevolezza in eventuali futuri atti deliberativi.

A rispondere è stato il sindaco Alberto Gatto, che ha ripercorso la storia del teleriscaldamento cittadino. La concessione, ha ricordato, risale al 1997, quando il Comune di Alba affidò la rete alla società Egea, entrando contestualmente nel capitale sociale dell’azienda. Negli anni successivi fu costruita la rete e, all’inizio degli anni Duemila, nacque la centrale Alba Power, partecipata al 50% tra Ferrero ed Egea.

Successivamente, tra il 2016 e il 2017, Ferrero rilevò interamente la società, diventando proprietaria della centrale e fornendo ad Egea l’acqua calda da distribuire in città.

Il punto di svolta, ha spiegato Gatto, è arrivato nelle ultime settimane con la comunicazione di Ferrero dell’intenzione di smantellare la centrale.

“Dal momento in cui il proprietario ci dice che verrà smantellata, le prospettive non saranno più quelle di avere questa centrale per la produzione dell’acqua calda”, ha affermato il sindaco.

L’amministrazione, ha spiegato, sta quindi lavorando su due fronti: garantire la continuità del servizio e individuare una soluzione tecnologica futura. Se entro la stagione termica 2028 non dovesse esserci un nuovo impianto o un nuovo sistema di produzione del calore, sarà inevitabile una proroga del sistema attuale.

Tra le ipotesi sul tavolo, ha lasciato intendere il sindaco, ci sarebbero la prosecuzione con l’attuale centrale, l’utilizzo di caldaie o altri sistemi, ma ogni decisione sarà subordinata a studi tecnici e a una futura gara pubblica per la nuova gestione del servizio.

Gatto ha inoltre annunciato che nelle prossime settimane potrebbero arrivare atti di bilancio per affidare incarichi tecnici e amministrativi necessari a individuare la soluzione migliore. “È una partita totalmente in capo all’amministrazione comunale e vogliamo garantire alla città continuità del servizio e una tecnologia al passo coi tempi”, ha detto.

Nella replica, Bolla si è detto fortemente insoddisfatto, accusando l’amministrazione di confusione e di essere arrivata impreparata su una questione nota da mesi. Il consigliere ha contestato in particolare il riferimento del sindaco a notizie emerse “qualche settimana fa”, ricordando come la stampa locale parlasse del possibile smantellamento già a dicembre scorso. “Siamo nella nebbia del vapore e non sappiamo che cosa vorrete fare”, ha attaccato Bolla, sottolineando la vicinanza della scadenza della concessione e l’assenza, a suo dire, di una linea politica chiara. L’esponente di minoranza ha chiesto quindi che l’amministrazione chiarisca rapidamente le proprie intenzioni e torni in commissione e in Consiglio con proposte concrete da discutere, vista la rilevanza strategica del tema per la città.

d.v.

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