Continua ad essere un "giallo" l'identità del cadavere ritrovato nei boschi di via Repusseno nel quartiere di Lavagnola a Savona.
Il rilevamento delle impronte digitali durante l'autopsia non hanno portato al riconoscimento dell'uomo che era in avanzato stato di decomposizione e senza documenti. Le impronte infatti non erano presenti nella banca dati gestire dalle forze dell'ordine e non risulta essere tra gli scomparsi ipotizzati.
Durante l'esame autoptico non erano emerso segni di violenza ma una probabile morte legata o ad un malore o ad una tragica caduta.
Una persona che stava passeggiando con i suoi cani lo scorso 14 aprile aveva notato in fondo all'area boschiva vicino ad un rio il corpo e aveva lanciato immediatamente l'allarme.
Sul posto erano intervenuti l'automedica del 118, i vigili del fuoco e il soccorso alpino che ha recuperato, con non poche difficoltà, la salma.
L'area del ritrovamento infatti è proprio in fondo alla via della zona de La Rusca dopo un tratto nello sterrato immerso nel bosco.
Le indagini sono al vaglio della squadra mobile della polizia che insieme alla scientifica aveva effettuato i primi rilievi del caso.
Centrale potrebbe essere stata anche la presenza a pochi metri dal luogo del ritrovamento di un casolare abbandonato. Da anni viene segnalata la presenza di persone senza fissa dimora che scelgono quel ruolo per ripararsi.



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