L’autostrada c’è, ma ad Alba manca ancora una parte decisiva della partita. L’inaugurazione della A33 Asti-Cuneo, celebrata nelle scorse settimane, non ha spento le domande su ciò che ancora manca per rendere davvero funzionale il sistema viario del territorio: opere di adduzione, interventi complementari e soprattutto l’adeguamento della tangenziale albese. Un tema che continua a pesare sulla viabilità quotidiana e che è tornato al centro del dibattito in Consiglio comunale.
A sollevare la questione è stato il consigliere Fabio Tripaldi, di Alba Città per Vivere, ricordando con un’interrogazione come il tratto della tangenziale di Alba faccia pienamente parte della A33, ma che, nonostante l’apertura dell’autostrada, il sistema resti incompleto.
A rispondere è stato il sindaco Alberto Gatto, che ha definito l’apertura dell’Asti-Cuneo “un risultato importante per tutto il territorio”, in grado di alleggerire la viabilità provinciale e locale dal traffico pesante. Ma ha subito chiarito che, per Alba, il percorso non è concluso.
“Per la nostra città e per il nostro territorio questo non può essere considerato un capitolo chiuso”, ha detto il primo cittadino, parlando apertamente del cosiddetto “nodo di Alba”.
Il riferimento è anzitutto alla tangenziale, oggi ancora condizionata dai cantieri e dai restringimenti sulla sopraelevata di competenza Anas, che provocano ogni mattina lunghe code, anche di 20 o 30 minuti, per chi arriva dal Roero o è diretto verso il Savonese o il Cuneese.
Gatto ha ricordato che il problema riguarda più livelli: la carreggiata, il consolidamento strutturale della sopraelevata, la sovrapposizione di competenze tra Anas e Provincia, e il tema delle rampe di accesso.
Accanto a questo c’è la questione delle opere complementari, previste dagli accordi del 2012, quando il Comune di Alba, insieme agli altri enti coinvolti, accettò l’inserimento della tangenziale nel sistema autostradale rinunciando ad altre ipotesi infrastrutturali.
Tra gli interventi ritenuti strategici il sindaco ha citato il terzo ponte, l’opera di Gamba di Bosco, il raddoppio della Sp7 verso Verduno e ulteriori lavori sul territorio di Bra.
“Le opere complementari o di adduzione sono fondamentali e indispensabili”, ha sottolineato Gatto, sia per il corretto funzionamento dell’autostrada sia per migliorare la viabilità urbana.
Sul fronte politico-istituzionale, l’amministrazione ha chiesto un incontro dedicato con il viceministro Edoardo Rixi, che non si è ancora tenuto, per capire a che punto sia l’iter autorizzativo. In particolare, resta fermo il dossier sulla Valutazione di impatto ambientale, che secondo quanto riferito dal sindaco non avrebbe registrato passi avanti dal 2022.
Altro nodo è quello del tavolo di monitoraggio regionale, che nei mesi scorsi aveva contribuito a sbloccare l’iter dell’autostrada ma che oggi, secondo il sindaco, non viene più convocato.
“Per quanto riguarda le opere complementari e l’adeguamento della tangenziale non siamo a buon punto”, ha ammesso Gatto.
L’auspicio dell’amministrazione è che il confronto istituzionale possa ripartire rapidamente per arrivare a risposte concrete da comunicare sia al Consiglio sia alla cittadinanza.



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