Il Nazionale

Cronaca | 30 aprile 2026, 19:50

Chiusura indagini per la morte di Francesco Mina, familiari del 17enne chiedono "verità e pieno accertamento dei fatti"

Omicidio stradale l’ipotesi d’accusa del procedimento aperto dalla Procura di Cuneo nei confronti di un unico indagato

Chiusura indagini per la morte di Francesco Mina, familiari del 17enne chiedono "verità e pieno accertamento dei fatti"

Sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nell’inchiesta sulla morte di Francesco Mina, il 17enne di Marene trovato senza vita nelle prime ore di sabato 4 ottobre 2025 lungo la Provinciale 165, in località San Lorenzo di Fossano

La Procura di Cuneo sta procedendo per omicidio stradale nei confronti di un uomo, transitato in quel tratto alla guida di una Jeep, e ha comunicato all’indagato, la chiusura delle indagini, col contestuale deposito della consulenza tecnica del medico legale disposta nell’ambito del procedimento (LEGGI QUI).

L’uomo è assistito dall'avvocato Ferruccio Calamari mentre padre, fratello e familiari paterni del ragazzo sono rappresentati dagli avvocati Silvia Calzolaro e Marco Calosso. Tramite i loro legali gli stessi congiunti fanno sapere di prendere atto di questo passaggio e di attendere di poter esaminare compiutamente gli atti. Il 17enne, ricordano, quella notte, stava rientrando a piedi da una festa a Maddalene di Fossano e non fece mai ritorno a casa. 

"Prendiamo atto della conclusione delle indagini – dichiarano i legali –. Siamo fiduciosi e pronti a continuare il nostro impegno affinché sia garantita dignità e rispetto alla morte di un ragazzo di 17 anni. Attendiamo di poter esaminare compiutamente gli atti; conosciamo già gli esiti dell’autopsia, avendo nominato quale consulente la dottoressa Maria Gugliuzza. Il nostro unico obiettivo è la verità: sapere cosa sia accaduto e perché un ragazzo di 17 anni sia uscito di casa senza farvi più ritorno. Confidiamo nella giustizia e nel pieno accertamento dei fatti, affinché su questa vicenda sia fatta piena luce". 

Ad associarsi alle conclusioni degli avvocati Calzolaro e Calosso è anche l'avvocato torinese Maurizio Loprevite, che assiste la madre di Francesco e uno dei fratelli della vittima. Interpellata dal nostro giornale, l'avvocato Maria Chiara Paradisi, che difende uno zio materno, ha invece ritenuto di non rilasciare dichiarazioni. 

CharB.

Commenti