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Politica | 29 aprile 2026, 10:05

Tettoia Vinaj, il caso infinito torna in Consiglio: scontro sui conti e sulla gestione, “oltre 800 mila euro in ballo”

Dall’intervista della sindaca a Targatocn nasce l’interpellanza: Manassero rivendica i risultati, opposizioni all’attacco “operazione viziata dall’inizio”

Tettoia Vinaj, il caso infinito torna in Consiglio: scontro sui conti e sulla gestione, “oltre 800 mila euro in ballo”

La vicenda della Tettoia Vinaj torna a scuotere l’aula del Consiglio comunale, riaprendo una ferita che attraversa più amministrazioni e che, a distanza di anni, resta tutt’altro che rimarginata.

A innescare il nuovo confronto politico è stata l’interpellanza presentata lunedì 27 aprile da Giancarlo Boselli, capogruppo degli Indipendenti, nata in seguito all’intervista rilasciata dalla sindaca Patrizia Manassero a Targatocn.it, firmata da Barbara Simonelli e pubblicata il 14 aprile scorso.

Proprio da quelle dichiarazioni – in cui la prima cittadina affermava “sono soddisfatta di come sono andate le cose. La vicenda ci ha insegnato molto” – ha preso le mosse l’intervento di Boselli, che ha riportato al centro del dibattito una delle operazioni più controverse legate alla riqualificazione dell’ex foro boario.

Un caso complesso, nato dalla concessione nel 2013 alla società Tettoia Vinaj srl per il restauro e la gestione dell’edificio storico progettato negli anni Venti dall’ingegner Cesare Vinaj. Da allora, però, il percorso si è trasformato in un lungo contenzioso: mancati pagamenti dal 2015, solleciti senza esito, fino alla causa avviata nel 2021 e alle sentenze che, tra primo grado e appello, hanno riconosciuto al Comune crediti per centinaia di migliaia di euro.

(Giancarlo Boselli)

In aula, Boselli ha incalzato la sindaca con una serie di domande puntuali, mettendo in discussione l’ottimismo espresso nell’intervista: “Lei ha detto ‘sono soddisfatta’. Ma è vero o no che, tra canoni, interessi e oneri non richiesti, si superano gli 800 mila euro?”. E ancora: “È vero che ad oggi non è stato incassato neanche un euro? E che si sta trattando per una cifra che non arriverebbe al 10% di quanto dovuto ai cittadini?”.

Toni critici anche da parte di Beppe Lauria (Futuro Nazionale), che ha allargato il campo alla dimensione politica della vicenda: “Quella piazza poteva essere un parcheggio e non lo è stata. La responsabilità politica è chiara”. Poi l’affondo sui rapporti tra pubblico e privato: “C’è chi deve quasi un milione e probabilmente si andrà a una transazione. Dall’altra parte, il Comune non ha colto opportunità come la rottamazione delle cartelle. Una scelta che dice molto sulla sensibilità verso i cittadini”.

(Beppe Lauria)

Ancora più duro Ugo Sturlese (Beni Comuni), che ha parlato di “esempio clamoroso di mala amministrazione”: “Non è un delitto perfetto, è un caso in cui la vittima è stata connivente. Dal bando ai finanziamenti, fino agli accordi successivi, il problema è il modo in cui è stata costruita l’operazione”.

(Ugo Sturlese)

Sulla stessa linea Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), che ha messo in discussione l’intera genesi del progetto: “Chi gestiva non aveva i requisiti per partecipare al bando. E oggi non si può essere soddisfatti di un’operazione che ha sottratto quasi 800 mila euro alle casse pubbliche”.

(Claudio Bongiovanni)

La replica della sindaca Manassero ha provato a ricondurre il dibattito sui risultati ottenuti negli ultimi anni, chiarendo anche il senso delle parole pronunciate nell’intervista: “Il mio giudizio favorevole era riferito a ciò che oggi è visibile per la cittadinanza”. Poi il punto sugli sviluppi: “Nel 2024 siamo rientrati in possesso del bene e abbiamo rifatto la gara. La Corte d’Appello ha condannato la società al pagamento di circa 540 mila euro e abbiamo avviato le procedure per il recupero”. La sindaca ha confermato che “è in corso una trattativa” e che l’amministrazione tornerà in aula con aggiornamenti, rivendicando anche le correzioni normative introdotte: “Abbiamo migliorato il regolamento sugli oneri, proprio alla luce degli errori emersi”.

(La sindaca Patrizia Manassero)

Parole che non hanno convinto Boselli, che nella replica finale ha rilanciato: “Non sono soddisfatto. Resta il nodo degli oneri di monetizzazione dei parcheggi non richiesti in appello. Ci direte se e come intendete recuperarli”. E ha annunciato possibili ulteriori sviluppi: “Valuteremo la richiesta di una commissione speciale d’inchiesta. La vicenda ha contorni ancora troppo incerti”.

Intanto, mentre il Comune attende gli esiti della trattativa legale e un eventuale riscontro della Corte dei Conti, il caso Tettoia Vinaj resta sospeso, simbolo di una partita amministrativa e politica ancora aperta, dove il nodo centrale rimane uno: quanto, e se, i cittadini riusciranno davvero a recuperare.

Cesare Mandrile

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