Ieri sera, a poche ore dalla nomina a presidente della Banca di Asti, il sindaco Maurizio Rasero si è presentato in ritardo al consiglio comunale, scatenando la dura reazione delle opposizioni e in particolare del capogruppo del Movimento 5 stelle, Massimo Cerruti.
L'esponente pentastellato ha infatti sollevato una questione pregiudiziale per incompatibilità, prima di abbandonare l'aula al momento della discussione sulle pratiche di bilancio.
Il nodo del conflitto di interessi
L'attacco di Cerruti si concentra sul doppio ruolo assunto dal primo cittadino, definito incompatibile con le esigenze della comunità. "Il sindaco di Asti da questa sera è anche presidente della Banca di Asti. Inaccettabile", esordisce il consigliere, che poi affonda: "Dopo aver giurato fedeltà allo statuto bancario di fare esclusivamente gli interessi della società quotata in borsa, si presenta in ritardo in Comune dove si perseguono invece quelli dei cittadini".
Secondo l'esponente del Movimento 5 stelle, le due priorità non coincidono e anzi finiscono per confliggere, una stortura emersa già in apertura di seduta: "All'ordine del giorno c'erano le comunicazioni del sindaco, non avvenute come previsto in quanto ritardatario, e mentre i suoi consiglieri partecipavano alla discussione delle pratiche, il primo cittadino era in altro luogo".
La questione pregiudiziale e l'uscita dall'aula
Di fronte a questo scenario, Cerruti ha presentato una questione pregiudiziale per sospendere la pratica in discussione, con l'obiettivo di rimandare il dibattito sul bilancio a quando il neo presidente Rasero deciderà di rassegnare le dimissioni da sindaco, così da "liberare la città, l'amministrazione e il consiglio da questa pericolosa ingessatura".
La pregiudiziale è stata però bocciata dalla maggioranza, contando anche il voto contrario dello stesso Rasero, giunto nel frattempo a Palazzo civico. Una bocciatura che ha spinto i consiglieri pentastellati a lasciare la seduta: "Ce ne siamo andati, inutile dibattere su questioni di bilancio in palese conflitto", ha precisato Cerruti, ribadendo che il suo gruppo vigilerà senza negoziare su temi come la trasparenza e l'indipendenza.
Il precedente del 2017 e il Caso Asti
Nel suo intervento, il capogruppo ripercorre anche la storia politica recente, parlando di "recidività" e di un "cerchio che si chiude". Cerruti ricorda infatti che Rasero è diventato sindaco nel 2017 quando era vicepresidente della banca, e ora si appresta a lasciare il Comune da presidente: "È diventato presidente nominato dalle persone nominate da lui stesso da sindaco e presidente della Provincia. Non è normale una cosa del genere, in quale altra città d'Italia è successo?".
Un meccanismo che l'esponente pentastellato definisce delle "porte girevoli", evocando il cosiddetto Caso Asti, a suo dire già oggetto di studio in un master universitario come esempio del "tentativo di autoconservazione dell'élite locale tesa a perpetuare se stessa a danno di un territorio che rimane indietro".
Infine, il richiamo diretto alle parole pronunciate dal primo cittadino nel settembre 2017, quando lasciò la banca affermando di voler fare il sindaco a tempo pieno. "Oggi valgono ancora quelle sue parole? Se la risposta è sì, deve velocemente dimettersi dal Municipio e occuparsi del suo nuovo ruolo di potere, liberando la casa dei cittadini", conclude Cerruti.



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