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Cronaca | 26 aprile 2026, 10:15

Vado Ligure, truffa del “finto carabiniere”: arrestato un 50enne

L’episodio si è verificato nella giornata di ieri e ha avuto come vittima una donna di 85 anni

Vado Ligure, truffa del “finto carabiniere”: arrestato un 50enne

A Vado Ligure i Carabinieri hanno arrestato un uomo di circa cinquant’anni, originario di Napoli e già noto alle forze dell’ordine per reati analoghi, con l’accusa di truffa consumata mediante la tecnica del cosiddetto “finto carabiniere”.

L’episodio si è verificato nella giornata di ieri e ha avuto come vittima una donna di 85 anni. Il raggiro è iniziato con una telefonata, durante la quale alla donna è stato falsamente comunicato che avrebbe dovuto consegnare i propri preziosi a un carabiniere che si sarebbe presentato a breve presso la sua abitazione. La richiesta, secondo quanto riferito dal truffatore, era finalizzata a coprire presunte spese risarcitorie legate a un inesistente incidente stradale causato dal marito della vittima.

Proprio quest’ultimo, insospettito dalla richiesta, si è recato alla Stazione dei Carabinieri di Vado Ligure per chiedere chiarimenti. I militari, compresa immediatamente la situazione, sono intervenuti con tempestività raggiungendo l’abitazione della coppia, dove hanno trovato il malvivente già in possesso di diversi monili in oro appena consegnati.

Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato arrestato. Nella mattinata odierna, a seguito del giudizio direttissimo, l’arresto è stato convalidato e nei suoi confronti è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Savona.

"Il procedimento è attualmente nella fase preliminare ed i provvedimenti finora adottati non implicano la responsabilità dell’indagato, non essendo stata assunta alcuna decisione definitiva da parte dell’Autorità Giudiziaria" precisano dal Comando Provinciale Carabinieri Savona.

L’episodio si inserisce nell’ambito della costante attività di controllo del territorio portata avanti dai Carabinieri del Comando Provinciale di Savona, con particolare attenzione alla prevenzione dei reati predatori e alla tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione. I servizi vengono svolti anche con militari in abiti civili, soprattutto nelle aree considerate più sensibili.

In particolare, i militari stanno intensificando l’attenzione sulle truffe, spesso messe in atto proprio con la tecnica del falso carabiniere. Il modus operandi prevede generalmente un primo contatto telefonico, talvolta realizzato tramite la tecnica dello “spoofing”, che consente di far apparire il numero chiamante come riconducibile a un comando dell’Arma. Durante la telefonata, i truffatori prospettano situazioni allarmanti e inesistenti, con l’obiettivo di generare ansia e confusione nella vittima.

A questo primo contatto segue, nella maggior parte dei casi, la richiesta di effettuare bonifici verso conti indicati dai malviventi oppure di consegnare denaro o gioielli a un complice che si presenta direttamente presso l’abitazione della persona raggirata.

Redazione

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