E’ stato un 25 aprile diverso dal solito, quello vissuto questa mattina a Sanremo. Una festa della Liberazione che ha diviso più che unire. La partecipazione è stata massiccia, ma ha visto allontanarsi le associazioni combattentistiche, d’arma e patriottiche del Ponente ligure, prima ancora che partisse il corteo.
Le associazioni, infatti, si sono ritirate, nonostante avessero contribuito, come ogni anno, assieme al Comune di Sanremo, alla loro organizzazione. “Alla base di questa sofferta decisione – dicono - una situazione di potenziale tensione con alcuni manifestanti che hanno dato da subito alle celebrazioni una connotazione marcatamente politica, partitica e divisiva. Una linea ritenuta incompatibile con il carattere apartitico e apolitico della cerimonia e delle associazioni stesse. Per evitare strumentalizzazioni e ulteriori criticità, le associazioni hanno quindi deciso di non partecipare alle manifestazioni odierne”.
Cosa è successo? Alle 9, momento del raggruppamento in piazza Borea D’Olmo, il gruppo ‘Papavero Rosso’ composto principalmente da studenti del Liceo Cassini, ha infatti esposto alcuni striscioni e soprattutto bandiere che non sono state gradite, preparando anche casse acustiche e megafoni, da utilizzare nel corso della manifestazione. È subito nato un alterco e, da un esponente delle associazioni d’arma è stato urlato ai ragazzi “Siete fascisti rossi”. Ne è nato un alterco subito sedato dalla Polizia Locale presente sul posto.
Ma, a quel punto è nata una trattativa tra le parti per trovare una mediazione ed avere la totale partecipazione alla manifestazione. È stato chiesto a ‘Papavero Rosso’ di non utilizzare il megafono e di rimuovere un tricolore con la stella rossa al centro. È stato spiegato che la bandiera voleva solo ricordare quella delle brigate ‘Garibaldine’ che hanno operato come resistenza nella nostra provincia ma, comunque, questo non è andato giù alle associazioni. Anche le forze dell’ordine hanno tentato di mediare, senza riuscirvi.
È stata invece confermata la partecipazione dell’ANPI, che ha sostenuto la presenza dei giovani mentre le associazioni hanno espresso un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine presenti, alle istituzioni, per il tentativo di mediazione, che non ha però portato a una soluzione condivisa. Le stesse associazioni hanno sottolineato come, nel corso delle scorse settimane si erano svolte un paio di riunioni in Comune, per stabilire regole e modi di partecipazione che, a loro detta, non sono state rispettate e questo è emerso solo all’ultimo.
“In vista delle celebrazioni del prossimo anno – sottolineano le associazioni - sarà avviata una riflessione sulle modalità organizzative, con l’obiettivo di prevenire il ripetersi di tali spiacevoli situazioni”.


















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