Un odore acre e persistente che invade le case, inquinamento acustico (anche di notte) e l'impatto dei mezzi pesanti su strada Lanzo. Sono queste alcune delle note di colore emerse durante il sopralluogo organizzato dalla Circoscrizione 5 in strada Bramafame, a due passi dalla sede di Bresciani Asfalti. Un incontro a cui hanno preso parte molti residenti del quartiere Barriera Lanzo, oltre che l'Arpa.
“Per noi è una situazione invivibile: gli odori sono insopportabili. D’estate, con le finestre aperte, è anche peggio”, è lo sfogo, pacato ma molto chiaro, di uno dei tanti residenti del quartiere scesi in strada per ascoltare le voci della politica. Le segnalazioni riguardano non solo i fumi, ma anche il rumore delle lavorazioni, spesso percepito anche nelle ore notturne, e il continuo via vai dei camion. Una situazione che, a detta di chi vive in zona, va avanti da oltre vent’anni, continuando ad alimentare proteste e richieste di intervento.
Un problema storico mai risolto
La questione, insomma, non è nuova (tanto che due mesi fa se ne è parlato anche al centro civico). I cittadini parlano di una convivenza difficile con le attività produttive, con un’intensificazione delle lavorazioni che stimano avvenuta a partire dal 2019. Negli anni si è parlato anche di una possibile delocalizzazione, prevista già da una delibera comunale del 2012, ma poi mai concretizzata.
Controlli e criticità ambientali
Sul fronte tecnico, Arpa Piemonte ha confermato che l’impianto è in possesso di un'autorizzazione ambientale, e che allo stesso tempo sono in corso verifiche e procedimenti.
Nel 2024 sono stati effettuati controlli sulle emissioni che hanno evidenziato un superamento dei limiti, dovuto a un malfunzionamento del bruciatore. L’impianto è stato successivamente adeguato e, dopo ulteriori verifiche nel 2025, i parametri sono rientrati nei limiti.
Tuttavia, resta una criticità di fondo: la vicinanza tra il camino e le abitazioni, oltre che a una scuola dell’infanzia e ad altri servizi come palestre e centri di aggregazione. Con l'incognita della nuova Rsa che verrà costruita su via Lanzo. "Durante i controlli - hanno precisato i tecnici -, è stata rilevata anche la fuoriuscita di sostanze cancerogene, dati trasmessi all’Asl".
Per questo, la Città Metropolitana ha avviato un procedimento di riesame delle autorizzazioni, con l’obiettivo di convocare tutte le parti coinvolte e individuare una soluzione. Oggi quella di strada Bramafame è considerata al pari di un'area a parco. La zona, situata nell'area delle Basse di Stura, è oggetto di interventi di riqualificazione ambientale.
Residenti e comitati: “Date risposte”
La protesta è portata avanti anche dai cittadini organizzati. “Il fumo arriva sopra ai balconi e c’è anche inquinamento acustico notturno”, ha assicurato Memy Calza, del comitato spontaneo di zona. “Sono 15 anni che chiediamo una delocalizzazione”.
Tra le proposte avanzate, anche una diversa viabilità per i mezzi pesanti, evitando il passaggio su strada Lanzo e deviandoli su percorsi alternativi. "Avevamo anche chiesto di far passare i mezzi che arrivano da strada Bramafame verso via Reiss Romoli in via Fermi, ma non si è mai fatto nulla".
Verso un tavolo di confronto
Molti i documenti presentati in Consiglio. Due anni fa dalla consigliera di Sinistra Ecologista, Federica Laudisa, e di recente dalla consigliera di Torino Bellissima, Carmela Ventra. Tre le commissioni in sopralluogo in quattro anni di giunta, la prima convocata a vent'anni dall'ultima volta.
“Ora bisogna sedersi attorno a un tavolo con tutti i soggetti coinvolti e capire qual è la situazione attuale”, ha attaccato il coordinatore, Chiaffredo Ballatore, anche alla luce delle nuove progettualità urbanistiche e delle varianti al piano regolatore.
Più cauto sull'argomento il presidente della Circoscrizione 5, Alfredo Correnti, che ha invitato tutti a trovare un equilibrio: “Abbiamo grande attenzione per le denunce dei cittadini, ma dobbiamo anche tutelare le aziende che danno lavoro (e i dipendenti). È giusto, però, far sentire la nostra voce nelle sedi dovute”.
Verso una soluzione condivisa?
L’ipotesi sul tavolo è quella di istituire un gruppo di lavoro con istituzioni, enti di controllo, cittadini e azienda per trovare una soluzione definitiva. “Ho proposto la costituzione di un tavolo con Comune, Circoscrizione, Arpa, Città Metropolitana, Asl e residenti”, ha annunciato il coordinatore all'Ambiente del centro civico, Giorgio Tassone. “Dopo 21 anni di battaglie, i cittadini devono avere delle risposte”.






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