Cinquemila e cento spettatori presenti, almeno un centinaio in più rispetto alle domeniche da tutto esaurito in cui il Lino Oldrini ribolle per la Pallacanestro Varese.
Un tifo rumoroso, caloroso, incessante, travolgente, corretto: migliaia di ragazzi orgogliosi della propria scuola, indimenticabile alma mater di una vita intera che una manifestazione del genere fa entrare ancora di più nel cuore.
E ancora le telecamere delle televisioni nazionali - Sky e Rai - che girano per il palazzetto, i personaggi di mezzo basket varesino che questa mattina non hanno preso alcun appuntamento per non mancare, le squadre in campo a darsi battaglia, un’azione dopo l’altra, con spunti tecnici di assoluto rilievo.
È uno spettacolo quasi senza senso la Varese School Cup, il torneo interscolastico che mette di fronte su un campo da basket gli istituti superiori di tutta la provincia, arrivato oggi a concludere anche la sua quarta edizione in un Itelyum Arena ribollente di passione. Il filo lo recuperi solo se guardi a tutto quello che di buono c’è dietro un evento che nel suo piccolo sta cambiando la storia del basket cittadino: lo ritrovi nell’impegno incessante de Il Basket Siamo Noi, superbo organizzatore, lo respiri nella magia a spicchi che continua a incantare questa città, lo vedi nell’impegno che i giovani coinvolti hanno messo in tutte la attività che la kermesse si porta dietro, a dimostrare che dietro le etichette e i falsi miti c’è un bellissimo mondo da scoprire in questi cuccioli della vita.
Solo allora comprendi davvero come sia possibile questa l’incredibile mattina di Masnago, colorata dai balli delle dance crew, dall’all star game di basket femminile, dalle mille premiazioni e anche dai ricordi commoventi, come quello che ha strappato il silenzio dell’intero impianto in memoria del giovane Matteo Syku, studente del Ferraris scomparso improvvisamente qualche settimana fa.
Dal punto di vista meramente sportivo la finalissima ha visto in campo le rappresentative proprio del liceo scientifico Ferraris e del Daverio Casula, le autentiche dominatrici di tutte e quattro le edizioni (due vittorie per il Ferraris e una per il Casula). La palma del migliore stavolta è andata al Casula, al termine di una finale combattutissima conclusasi al supplementare con il punteggio di 42-39. Semifinaliste comunque da applausi sono stati il Manzoni e lo Stein, sconfitti rispettivamente 45-37 dal Casula e 62-34 dal Ferraris.




















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