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Sport | 22 aprile 2026, 17:14

L'OPINIONE. La violenza nasce dentro ciascuno di noi: da Induno un monito universale per sconfiggere l'odio

"Basta violenza" è il grido arrivato dalla piazza, dalla gente sul sagrato della chiesa al termine del funerale di Enzo Ambrosino. "Non abbandoniamoci alla logica dell'odio" la frase pronunciata nell'omelia da don Matteo Rivolta. Due esortazioni da mettere in pratica nella nostra vita quotidiana, per mettere da parte le cattiverie dovunque si possano manifestare, in famiglia, sul lavoro, per strada, al volante e per invece prendere la via più difficile, quella della comprensione

L'OPINIONE. La violenza nasce dentro ciascuno di noi: da Induno un monito universale per sconfiggere l'odio

"Basta violenza" e "Non abbandoniamoci alla logia dell'odio", sono due frasi uscite durante il funerale di Enzo Ambrosino a Induno Olona che ci hanno colpito e interrogato profondamente: la prima, arrivata direttamente dalla piazza mentre il feretro usciva dalla chiesa e l'altra dal pulpito, pronunciata durante l'omelia da don Matteo Rivolta, cappellano dei Miogni. 

Due esortazioni, due richieste, che non riguardano solo la comunità indunese, ma tutti noi e che dobbiamo sforzarci di fare nostre: sono l'unico antidoto possibile alla spirale di atrocità che in particolare in questi ultimi giorni sembra avvolgere il mondo, a partire però da casa nostra.

Non è solo ovviamente quanto accaduto a Induno Olona o nei tanti fatti di cronaca che stanno giungendo in queste ore da ogni parte d'Italia: l'aggressività e la prepotenza nascono in ciascuno di noi e si possono manifestare in famiglia, sul lavoro, in strada, mentre stiamo guidando. Da lì, da dentro di noi, dai nostri atteggiamenti, nasce poi la logica della guerra che vediamo in tutta la sua furia in Ucraina, in Medio Oriente, in Iran, in Libano e in tutti i conflitti in corso in Africa su cui il viaggio del Papa ha acceso una luce sul buio dell'oblio e del disinteresse totale del mondo occidentale e quindi nostro.

Ma la guerra non nasce per caso, nasce da noi, ecco perché il grido della piazza di Induno e di don Matteo riguarda tutti noi, senza eccezioni: perdonare non vuole dire dimenticare o nascondere i torti, come giustamente ha ricordato lo stesso don Rivolta, ma significa non farsi sopraffare da essi, che significa far prevalere la logica della vendetta che deve essere inflitta più ferocemente di quanto subito. 

Basta violenza, basta odio allora, è il momento di seguire la strada più difficile, quella della comprensione: solo così possiamo sconfiggere la guerra che è insita in noi pronta a scatenarsi. Da dove cominciare? Da un sorriso, un saluto, un cenno a chi incontriamo sulla nostra strada, nella nostra quotidianità. 

Matteo Fontana

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