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Eventi e Turismo | 22 aprile 2026, 10:30

“Impressions saorgiennes”: Ana Durães in residenza artistica al Monastero di Saorge

Dieci opere realizzate in loco dall’artista brasiliana in mostra nel chiostro fino al 25 aprile

“Impressions saorgiennes”: Ana Durães in residenza artistica al Monastero di Saorge

Il Monastero di Saorge ospita attualmente in residenza di creazione l’artista pittrice brasiliana Ana Durães, protagonista della mostra “Impressions saorgiennes”, che raccoglie le opere realizzate all’interno del monumento e del giardino nelle ultime due settimane.

L’allestimento, completato nella serata di ieri, presenta dieci dipinti esposti nel chiostro del monastero, dove resteranno visibili fino al 25 aprile, data della partenza dell’artista da Saorge.

Nata a Diamantina, in Brasile, nel 1962, Ana Durães vive e lavora a Rio de Janeiro. Il suo percorso artistico è profondamente influenzato dai luoghi vissuti e attraversati nel corso della sua carriera: dal barocco della città natale ai paesaggi della valle delle Videiras, dove si trova il suo atelier, fino alle numerose residenze all’estero. Attiva dagli anni Ottanta, ha esposto in Brasile e a livello internazionale, partecipando a centinaia di mostre collettive e personali in Paesi come Argentina, Stati Uniti ed Europa. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni.

Il progetto “Impressions saorgiennes” nasce da un’esperienza personale dell’artista. «Un anno fa, nell’aprile 2025, ho visitato Saorge guidata da amici cari. All’epoca ero animata dal desiderio di conoscere il Bhutan, e qui ho trovato una sorta di Bhutan idealizzato, immaginario e rasserenante», racconta Durães. Tornata nel luogo a distanza di un anno, ha intrapreso un percorso creativo senza un progetto iniziale definito, lasciando che l’ispirazione emergesse progressivamente.

Il giardino del monastero è stato il primo elemento a colpirla, spingendola a rappresentare i fiori. Successivamente, l’attenzione si è concentrata sulle fresche del complesso, che l’artista definisce spettacolari. «Il mio progetto si è sviluppato nell’ispirazione alle fresche, ai fondi scrostati e soprattutto alle tracce di memoria e di storia», spiega. Pur partendo da un edificio risalente al XVII secolo, Durães ha scelto di abbandonare un approccio di tipo storiografico religioso, sovrapponendo invece l’elemento naturale del giardino.

Da questa ricerca nasce la serie esposta, che si inserisce in armonia con l’ambiente circostante, dialogando con il giardino, le montagne e le decorazioni del monastero. L’esposizione rappresenta un’occasione per scoprire un progetto artistico sviluppato in stretta relazione con il luogo che lo ospita.

Redazione

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