Il Nazionale

Cronaca | 22 aprile 2026, 21:06

Omicidio Sargonia Dankha, in appello scende a 14 anni la condanna per il 75enne Salvatore Aldobrandi

Riformata la condanna dal giudice del tribunale genovese

Omicidio Sargonia Dankha, in appello scende a 14 anni la condanna per il 75enne Salvatore Aldobrandi

La Corte d’Appello di Imperia ha emesso il suo verdetto: la condanna a Salvatore Aldobrandi , il 75enne all’ergastolo per l’omicidio di Sargonia Dankha, giovane di origini irachene naturalizzata svedese, scomparsa a Linköping nel novembre del 1995, viene ridotta a 14 anni. La seconda sentenza nei confronti dell’uomo che vive a Sanremo toglie la condanna a vita per il caso riaperto in Italia quasi tre decenni dopo i fatti. 

"E' una sentenza che non mi soddisfa - ha detto l'avvocato Mario Ventimiglia, che era coadiuvato dal collega Cravero - ma ora voglio vedere le motivazioni. Mi aspettavo o una conferma o una assoluzione. Per ora siamo soddisfatti visto che la pena è stata notevolmente ridimensionata. Nel frattempo abbiamo fatto istanza di scarcerazione". Secondo l’accusa, rappresentata ad Imperia dai PM Paola Marrali e Matteo Gobbi, Aldobrandi ha agito per motivi “abbietti e futili”, uccidendo Sargonia per gelosia. La Corte aveva accolto integralmente la ricostruzione dell’accusa, secondo cui l’uomo era l’unico a possedere movente e opportunità per compiere il delitto. “Siamo di fronte a un femminicidio, un gesto estremo di possesso e di gelosia,” aveva dichiarato la PM Marrali durante la requisitoria.

Questa mattina il procuratore della Corte di Appello genovese ha chiesto la conferma della sentenza, mentre gli avvocati difensori, Fabrizio Cravero e Mario Ventimiglia, hanno sostenuto che in Italia non si sarebbe potuto procedere. Il giudice genovese ha accordato le attenuanti generiche ed ora i difensori di Aldobrandi ricorreranno in cassazione, in attesa dell'istanza di scarcerazione. Il deposito delle motivazioni è atteso per la fine dell'estate e la sentenza nell'ultimo grado di giudizio a inizio 2027.

La vicenda, che in Svezia era rimasta ferma per l’impossibilità di procedere in assenza del corpo, ha trovato una svolta grazie alla determinazione della famiglia di Sargonia, che ha cercato giustizia per decenni. In Italia, grazie a una normativa diversa, è stato possibile portare avanti il processo sulla base di indizi e testimonianze raccolti nel tempo.

Carlo Alessi

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