Asti non può avere “zone franche” dove la paura vince sul lavoro e sulla vita dei cittadini. A denunciarlo è Mario Bovino, coordinatore provinciale di Azione, in un intervento che mette nel mirino l’area compresa tra via Cavour, corso Matteotti e il Movicentro. “Quello che sta accadendo non è una questione di statistiche, ma di volti”, scrive Bovino. “Sono i volti dei commercianti che si sentono in trincea dietro un bancone, degli artigiani aggrediti e dei residenti che oggi hanno paura persino di incrociare lo sguardo di chi bivacca sotto casa loro”.
La paura come ombra quotidiana
Secondo il coordinatore di Azione, la paura per chi vive tra questi quartieri “non è un titolo di giornale, ma un’ombra che ti accompagna fin sul pianerottolo. Ci siamo quasi rassegnati a vivere nel brutto”, prosegue Bovino, “trasformando la prudenza in prigionia”. E si chiede: “In una città come la nostra, è accettabile che tornare a casa dopo il lavoro sia diventato un atto di coraggio?”
Tre proposte concrete: presidio, sgravi, illuminazione
Mentre destra e sinistra si rimpallano responsabilità da anni, i problemi restano tutti lì. “Asti non ha bisogno di colpevoli da additare, ma di soluzioni da applicare. Noi scegliamo di stare dalla parte di chi resiste”, afferma Bovino, sottolineando che “la sicurezza non ha colore politico: è il presupposto per essere liberi”.
Vengono così avanzate tre proposte concrete. La prima: un presidio fisso di Polizia Locale. “Basta pattugliamenti rapidi che passano e vanno via. Serve una presenza fisica e riconoscibile che diventi un punto di riferimento per commercianti e residenti”. La seconda: sgravi fiscali “Resistenza Commercio”. Non si possono chiedere le stesse tasse a chi lavora in un’area degradata: si propone l’abbattimento della TARI e dell’occupazione del suolo pubblico per le attività del quadrante. “Sostenere chi tiene accesa una vetrina significa tenere accesa la speranza e il controllo sociale della via”. La terza: illuminazione a giorno e decoro immediato. “Il buio e lo sporco chiamano criminalità”. Viene chiesto il potenziamento immediato dell’illuminazione pubblica e un piano di pulizia straordinaria quotidiana. “Un marciapiede pulito e illuminato è il primo passo per togliere spazio a chi crede di poter urinare o spacciare nell’impunità”.
Bovino conclude rivolgendosi direttamente a commercianti e residenti: “Non siete soli. La vostra rabbia è la nostra determinazione. Non servono slogan, serve tornare a vivere le nostre strade con dignità”.



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