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Economia e lavoro | 14 aprile 2026, 06:53

A Vinitaly 2026 il racconto dei Paesaggi Vitivinicoli passa dalle persone

L’Associazione Paesaggi Unesco presenta a Verona i progetti "Ambasciatori del Paesaggio" e "Voci del Paesaggio": al centro inclusione, partecipazione e nuove forme di narrazione del territorio

A Vinitaly 2026 il racconto dei Paesaggi Vitivinicoli passa dalle persone

Non più soltanto promozione, ma racconto condiviso. Non solo bellezza da mostrare, ma patrimonio da abitare, comprendere e trasmettere attraverso chi quel territorio lo vive ogni giorno. 

È questa la traiettoria scelta dall’Associazione Paesaggi Unesco, che a Vinitaly 2026, nella giornata di lunedì 13 aprile, ha presentato negli spazi della Regione Piemonte due progettualità distinte ma profondamente intrecciate: "Ambasciatori del Paesaggio" e "Voci del Paesaggio".

L’incontro, dal titolo "Dal vigneto alla voce: chi racconta oggi i Paesaggi vitivinicoli del Piemonte", moderato dal giornalista Danilo Poggio e realizzato in collaborazione con Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Alexala - Agenzia turistica locale per la provincia di Alessandria e Società Cooperativa Sociale Progetto Emmaus, ha posto al centro una domanda tanto semplice quanto decisiva: come si racconta oggi, in modo autentico, credibile e coerente, un paesaggio vitivinicolo riconosciuto dall’Unesco?

La risposta proposta guarda oltre i registri tradizionali della promozione territoriale. Il valore dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, infatti, non risiede soltanto nella loro riconoscibilità o nella loro forza iconica, ma anche nella capacità di essere interpretati e restituiti attraverso voci vere, radicate, capaci di generare relazione e appartenenza.

Gli ambasciatori del territorio

Il progetto "Ambasciatori del Paesaggio" nasce come un percorso di attivazione territoriale finalizzato a costruire una rete di soggetti già attivi nel sistema locale: dalla viticoltura all’accoglienza, dalla cultura all’artigianato, fino ai temi della sostenibilità e della vita delle comunità. L’idea è quella di dare forma a una trama di narratori credibili, in grado di restituire il paesaggio Unesco non come immagine cristallizzata, ma come organismo vivo, fatto di lavoro, memoria, competenze e relazioni.

Alla base c’è una consapevolezza precisa: oggi l’autenticità del racconto non passa più soltanto dalla comunicazione istituzionale, ma dalle persone che custodiscono quotidianamente i valori del territorio. È in questa prossimità, in questa aderenza tra esperienza e parola, che il paesaggio ritrova la propria voce più convincente.

Inclusione e nuove narrazioni

Accanto a questo percorso, e in piena coerenza con la medesima visione, l’Associazione ha presentato anche "Voci del Paesaggio", iniziativa sviluppata con la Società Cooperativa Sociale Progetto Emmaus. Qui il cuore del progetto è la partecipazione culturale, intrecciata a inclusione, creatività e comunicazione condivisa del patrimonio.

L’iniziativa coinvolge un gruppo di giovani della cooperativa in un laboratorio dedicato alla narrazione del sito Unesco attraverso linguaggi contemporanei e accessibili. Storytelling, fotografia, brevi video, raccolta di testimonianze: strumenti diversi, ma un unico obiettivo, cioè permettere ai partecipanti di diventare protagonisti di una nuova forma di racconto del paesaggio, contribuendo alla creazione di contenuti digitali per i canali social del sito Unesco.

Si tratta, inoltre, di un’esperienza che si inserisce nel solco di una collaborazione già avviata negli anni tra l’Associazione e Progetto Emmaus, dando continuità a un lavoro condiviso in cui inclusione sociale, creatività e valorizzazione del patrimonio si sono già incontrate più volte.

 In filigrana, emerge così un’idea forte di territorio: non vetrina immobile, ma spazio aperto, capace di accogliere prospettive plurali e di riconoscere valore anche alle narrazioni che nascono dall’esperienza, dall’ascolto e dalla partecipazione.

Un patrimonio vivo

A sottolineare il senso dell’iniziativa è stata la presidente Giovanna Quaglia, che ha ricordato come "L'autenticità passa anche e soprattutto attraverso la testimonianza del territorio: vivo, inclusivo, capace di accogliere e di creare comunità". Un’affermazione che contiene, in fondo, il nucleo più vero del progetto presentato a Vinitaly.

Quaglia ha inoltre richiamato il percorso già compiuto due anni fa a Verona insieme alla Cooperativa Sociale Progetto Emmaus, nell’anno del decennale, in occasione della presentazione della mostra fotografica dedicata ai paesaggi di Langhe-Roero e Monferrato. E ha ribadito l’orgoglio di continuare a lavorare per un territorio che coinvolge le province di Alessandria, Asti e Cuneo, insieme alla Regione Piemonte, con l’obiettivo di essere punto di riferimento anche per le nuove generazioni.

A suggellare il momento di confronto è stato infine il brindisi con 8Pari, il vino sociale della cooperativa Progetto Emmaus, nato per promuovere l’inserimento lavorativo di persone fragili all’interno delle aziende vitivinicole del territorio. Un gesto conclusivo solo in apparenza simbolico, perché dentro quel calice si ritrova la stessa idea che ha attraversato l’intero incontro: il vino può essere cultura, ma anche dignità, possibilità, crescita condivisa.

La partecipazione a Vinitaly 2026 conferma così l’impegno dell’Associazione nel promuovere i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato come patrimonio vivo, da tutelare e valorizzare anche attraverso nuove forme di racconto condiviso, capaci di unire paesaggio, persone e comunità.

Redazione

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