Il Nazionale

Cronaca | 13 aprile 2026, 20:14

Violenze su due minorenni, disposta la perizia psichiatrica per Mulas

Novanta giorni per stabilire la capacità di intendere e volere dell’uomo accusato delle violenze a Savigliano. Sentenza l’11 settembre

Violenze su due minorenni, disposta la perizia psichiatrica per Mulas

Sarà una perizia psichiatrica a stabilire se Massimiliano Mulas fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti contestati. È questa la decisione del gip del Tribunale di Cuneo assunta dopo la produzione di documentazione medico-sanitaria da parte dell’avvocato del foro di Treviso Giacomo Michieli, difensore dell’imputato.

Il perito nominato dal giudice dovrà infatti rispondere a due quesiti: se l’uomo, al momento dei fatti verosimilmente avvenuti a Savigliano, fosse capace di intendere e di volere e se sia da ritenersi socialmente pericoloso. Al perito sono stati concessi 90 giorni per il deposito della pèerizia, fissato per il 2 agosto. L’udienza per l’esame della relazione e la discussione del processo, invece, è stata calendarizzata per l’11 settembre prossimo. Il perito nominato è il dottor Marco Stefanutti di Udine.

Mulas, 46enne di origine sarda, è attualmente detenuto nel carcere di Gorizia per aver violentato un’undicenne a Mestre la scorsa primavera. Il mese scorso, per quella vicenda, il Tribunale di Venezia lo aveva condannato a 14 anni di reclusione. "Nella mia vita, anche non volendo, ho sempre sbagliato – aveva dichiarato Mulas davanti al gup veneziano nel corso di una breve dichiarazione spontanea – mi vengono questi impulsi che non riesco a trattenere. Ho chiesto aiuto per evitare di ricadere in fatti simili e sto cercando uno psicanalista". 

A Cuneo, invece, Mulas aveva scelto di non rispondere e di non rendere alcuna dichiarazione.

Sull’uomo gravano ulteriori accuse relative a fatti avvenuti in provincia di Cuneo, che avrebbero coinvolto due vittime: una bambina che nel novembre 2024 aveva appena dieci anni e una ragazzina di quattordici. Per gli episodi avvenuti a Savigliano, quindi prima di quelli di Mestre, il pubblico ministero titolare del fascicolo aveva richiesto il giudizio immediato.

Le accuse contestate sono violenza sessuale e violenza privata. Il pubblico ministero aveva infatti formulato la richiesta di condanna per i due episodi ai danni delle ragazzine che, prima dei fatti avvenuti in Veneto, non avevano idea di chi potesse essere quell’uomo di origini sarde ma nato in Germania.

Al nome di Mulas si era arrivati solo dopo il suo arresto per i fatti di Mestre: le due giovani saviglianesi erano riuscite a riconoscerlo e a denunciarlo grazie alle fotografie diffuse dai telegiornali.

All’epoca dei fatti, nel novembre 2024, Mulas lavorava per un’azienda di Fossano. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, oltre all’abuso sessuale avrebbe anche rapinato la vittima più giovane di quindici euro.

L’altra ragazzina, quattordicenne, sarebbe stata invece bloccata dall’imputato e importunata, ma in questo caso non si sarebbe consumata alcuna violenza, perché la giovane era riuscita a fuggire. In questo episodio l’ipotesi di reato contestata è violenza privata.

Prima dell’avvocato Michieli, l’uomo era difeso da un altro legale dal 2019. Come era stato spiegato al nostro giornale poco dopo l’emersione dell’indagine a Cuneo, nelle precedenti condanne riportate da Mulas non era mai stata disposta una perizia psichiatrica.

Nelle numerose condanne a suo carico, nel 1988, nel 2002, nel 2006 e nel 2022, prima per rapina, poi per due violenze sessuali e successivamente per circonvenzione di incapace,  i giudici avevano però applicato alcune sanzioni accessorie previste dall’articolo 609-novies del codice penale.

Tra queste, l’unica pena perpetua, che resta anche dopo l’espiazione della pena definitiva, è l’interdizione dai pubblici uffici. E in effetti risulterebbe lo stato di interdizione di Mulas.

Le altre pene accessorie previste per i reati a sfondo sessuale, invece, non hanno carattere perpetuo. Mulas aveva infatti ricevuto anche il divieto di frequentare luoghi abitualmente frequentati da minori e il divieto di svolgere lavori che comportino contatti abituali con minori.

Sanzioni che però non si protraggono oltre il termine della pena.

Per questo motivo Mulas, quando avrebbe agito a Mestre, e verosimilmente anche in provincia di Cuneo, lo avrebbe fatto da uomo libero.

CharB.

Commenti

In Breve