Nonostante il tema delle prossime elezioni comunali di Cuneo tenga banco ormai da mesi, c’è un convitato di pietra, di cui nessuno parla e che nessuno, nel dibattito, sembra voler prendere in considerazione. Non fosse altro per mancanza d’iniziativa degli stessi interessati.
La pubblicistica è tutta proiettata sul centro-sinistra civico, tesa a capire che succederà dell’alleanza tra Pd e il gruppo civico Centro per Cuneo e al più sugli Indipendenti di Boselli e Armellini, che rappresentano, nei fatti, la vera opposizione alla maggioranza della sindaca Patrizia Manassero.
Il centrodestra - inteso nell’accezione classica come Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega – sembra non esistere o comunque ritenuto scarsamente rilevante rispetto al quadro politico locale che – per quanto a fatica - va delineandosi in vista della prossima consultazione comunale.
Chi si estranea dal dibattito – si suole dire – ha sempre torto. Ciò detto, sarebbe interessante capire se si tratta di rassegnazione, scarsa organizzazione, ignavia o cos’altro?
Un dato è inconfutabile: da quando c’è l’elezione diretta del sindaco (1993) il centrodestra a Cuneo non ha più toccato pallino.
Se gettiamo uno sguardo a ritroso constatiamo infatti che l’ultimo sindaco non riconducibile all’area di centrosinistra è stato Giuseppe Menardi, nel primo quinquennio ’90- ‘95 anche se va detto – ad onor del vero – che allora l’ingegnere, poi senatore di Alleanza Nazionale, era democristiano.
(L'ex sindaco Beppe Menardi)
I sindaci che gli sono succeduti: Elio Rostagno, Alberto Valmaggia, Federico Borgna e ora Patrizia Manassero sono tutti di centrosinistra, pur con sfumature diverse.
Quattro anni fa, nell’ultima tornata del 2022, il centrodestra si era affidato a Franco Civallero, il quale era riuscito ad arrivare al ballottaggio con Manassero, vinto poi da quest’ultima: 63,3% a 36,7%.
La sua lista civica SiAmo Cuneo aveva ottenuto il 5,4% a fronte di un apporto minimo arrivato dai tre partiti: FdI (6,2%), Lega (6%), Forza Italia-Udc (1,5%).
Se si considera che da solo Beppe Lauria, ora accasatosi col generale Vannacci, aveva ottenuto più di Fratelli d’Italia (6,7%) è evidente come il tripartito del governo nazionale susciti in città poco appeal.
In Consiglio comunale, Civallero da civico è diventato forzista e, per contro, l’ex forzista Massimo Garnero, fratello dell’ex ministra del Turismo Daniela Garnero Santanchè, è ora capogruppo dei Fratelli.

(Franco Civallero)
FdI, oltre a Garnero, ha un altro consigliere, Noemi Mallone, mentre a presidiare la lista civica “SiAmo Cuneo” è rimasta Mavy Civallero, figlia di Franco.
La Lega conta su un solo consigliere, Valter Bongiovanni, la cui presenza è però scarsamente percepita.
Si sente dire che il centrodestra faccia affidamento sull’eventuale rottura dell’attuale maggioranza nella speranza di potersi inserire nel turno di ballottaggio a favore di Centro per Cuneo, ma è un’ipotesi che dà la cifra di un’ impostazione rinunciataria.
Il tripartito risulta non avere proposte da mettere in campo (o almeno non si colgono) e nemmeno (che si sappia) uomini o donne da indicare come candidati sindaco.
A rigor di numeri, sulla scorta dei risultati delle politiche nazionali del settembre 2022 e delle regionali 2024, tocca a Fratelli d’Italia indicare un “sindaco” che però, al momento, risulta essere ancora in grembo a Giove.
Nel 2022 era stato l’estro creativo del senatore e segretario provinciale della Lega Giorgio Maria Bergesio ad andare a pescare Civallero dal circolo “L Caprissi” e a convincerlo ad accettare l’investitura.
Questa volta lo sforzo di fantasia toccherà al presidente della federazione provinciale di Fratelli d’Italia William Casoni cui compete – in virtù del fatto che il suo è il partito con le più alte percentuali di consenso fra i tre – indicare il candidato sindaco.
A meno che Alberto Cirio non decida lui stesso di porre mano alla partita, tentando di coinvolgere da subito Patto Civico e Centro per Cuneo, ma è una considerazione, allo stato dell’arte, ascrivibile al periodico ipotetico.
Non fosse altro perché il presidente della Regione, di questi tempi, è in tutt’altre faccende affaccendato.













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