Il rinnovo di Andrea Moraglia è stato un chiaro segnale espresso da parte del Pietra Ligure sulla volontà di continuare a programmare con l'attuale guida tecnica almeno i prossimi quattordici mesi.
Il rush finale in campionato può permettere infatti ai biancocelesti di battagliare per la promozione in Serie D, a patto di ricominciare a inanellare prestazioni di alto profilo, necessarie in ottica playoff.
Inizia quindi un nuovo mini campionato per il direttore generale Filadelli, con Andrea Moraglia ancora di più al centro dei piani tecnici biancocelesti
«Chi conosce davvero la nostra realtà - esordice il dg - poteva già immaginare quale scelta avremmo intrapreso. Per quanto mi riguarda Andrea non è mai stato oggetto di discussione: quando affidi la panchina di una società importante sul territorio a un tecnico emergente, non lo fai con una visione di breve respiro. È stata una scelta consapevole: l'anno scorso eravamo cosnci di aver optato per un tecnico chiamato a crescere insieme alla squadra, ma devo dire che si è dimostrato ancora più pronto di quanto potessi aspettarmi.»
I tempi per siglare il rinnovo sono stati brevissimi.
«Una delle fortune più grandi del Pietra Ligure, tolta la scorsa primavera, è stata quella di poter programmare con anticipo ogni campionato.
Ci siamo incontrati con Andrea: lui voleva assolutamente continuare, e lo stesso valeva per me. Ho ritenuto fosse il momento giusto per comunicarlo subito, perché affrontare il finale di stagione con delle certezze, mentre ci stai ancora giocando obiettivi importanti, può fare davvero la differenza».
L'undici biancoceleste è però arrivato alla sosta in palese difficoltà.
«La volontà di far bene non è mai mancata, ma è stata un’annata dura sotto il profilo psicofisico. Siamo al settimo anno e, dal punto di vista nervoso, è stato probabilmente il più complicato.
Abbiamo vissuto una primavera particolare e un inizio estate che ha portato cambiamenti non facili da assimilare. Nonostante questo, stiamo compiendo un bel percorso. A volte sento giudizi eccessivamente critici, come se fossimo ottavi o noni in classifica, invece abbiamo il destino ancora nelle nostre mani.
La strada è ancora aperta per provare ad avverare il nostro sogno, e daremo tutto per riuscirci: ora abbiamo una squadra riposata mentalmente, che si allena al massimo. Ci giochiamo un nuovo mini campionato: nelle prossime tre partite ci sarà tantissimo in palio. Tra affrontare i playoff in casa, con due risultati utili su tre, oppure in trasferta, c'è davvero un universo come differenza».



Commenti