Nuove violenze ieri al carcere di Torino: a denunciare l'ennesimo episodio, in questo caso all'interno del padiglione C, al "Lorusso e Cutugno” è l'OSAPP. In particolare la seconda sezione (occupata prevalentemente da detenuti di origine marocchina) e la decima (con maggioranza di egiziani) sono state teatro di scontri fisici estremamente violenti, nel cortile destinato ai passeggi. Negli scontri sono stati utilizzate lame e armi rudimentali: due uomini di origine marocchina avrebbero riportato le conseguenze più gravi.
Solo grazie al tempestivo intervento degli agenti della polizia penitenziaria, ben coordinati dal coordinatore responsabile e operanti in condizioni di serio rischio personale, è stato possibile impedire che la situazione degenerasse ulteriormente. A dichiararlo è Leo Beneduci, segretario generale OSAPP, secondo cui le cause degli scontri potrebbero essere riconducibili a dinamiche legate alla gestione e spartizione di sostanze stupefacenti. Il sindacato evidenzia inoltre come l’istituto sia sempre più soggetto al fenomeno dei cosiddetti “lanci esterni”, con conseguente compromissione dei livelli di sicurezza.
Sovraffolamento
La struttura presenta un grave squilibrio tra presenze e capienza. A fronte di circa 1.000 posti regolamentari, i detenuti presenti superano le 1.500 unità, determinando un sovraffollamento ormai insostenibile. Secondo quanto riferito dall’OSAPP, il carcere soffre di criticità infrastrutturali diffuse e condizioni operative fortemente deteriorate. I posti di servizio non sono adeguati agli standard richiesti: spesso un solo agente deve vigilare contemporaneamente su tre o quattro postazioni, in un contesto operativo estremamente complesso. Particolarmente critica è la situazione del padiglione B, il cui terzo piano si trova in grave stato di degrado.
Condizioni strutturali gravi
Il sindacato ribadisce che la polizia penitenziaria non può essere considerata responsabile di questa situazione né può essere eletta a capro espiatorio, frutto della drammatica carenza di organico e delle persistenti criticità organizzative, che coinvolgono sia l’amministrazione penitenziaria locale sia quella centrale. L’OSAPP rinnova la richiesta di un’ispezione urgente per verificare le reali condizioni dell’istituto torinese e adottare interventi immediati, al fine di ristabilire adeguati livelli di sicurezza e garantire condizioni di lavoro dignitose.



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