Il Nazionale

Cronaca | 01 aprile 2026, 17:19

Dna e intelligenza artificiale per dare un nome al corpo rinvenuto nell’auto distrutta dalle fiamme a San Benigno

Serrate le indagini della Procura di Cuneo per fare chiarezza su quanto accaduto domenica sera nella frazione cuneese. Gli inquirenti stanno ricostruendo gli ultimi spostamenti della 60enne saluzzese proprietaria della Fiat Panda

Dna e intelligenza artificiale per dare un nome al corpo rinvenuto nell’auto distrutta dalle fiamme a San Benigno

Sono serrate le indagini della Procura di Cuneo per fare luce su quanto accaduto nella tarda serata di domenica 29 marzo nei pressi di un frutteto vicino al cimitero della frazione San Benigno di Cuneo, dove un corpo carbonizzato è stato rinvenuto all’interno di una Fiat Panda andata completamente distrutta a causa di un incendio.

L’unico elemento al momento certo è il ritrovamento del corpo sul sedile del conducente, con la cintura di sicurezza allacciata.

A dare l’allarme erano stati alcuni residenti della zona, richiamati da un forte boato.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. Sono stati loro a fare la scoperta una volta domato l’incendio.

Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire con precisione la dinamica di quanto accaduto e di chiarire in modo definitivo anche l’identità della vittima.

Il corpo è stato sottoposto all’esame del Dna, i cui risultati sono attesi nei prossimi giorni.

Parallelamente gli inquirenti stanno lavorando anche col supporto di strumenti di intelligenza artificiale.

Gli accertamenti sono volti innanzitutto a confermare che quel corpo possa appartenere alla 60enne saluzzese Amalia Bergalla, proprietaria dell’auto, della quale non si hanno più notizie dalla stessa serata.

Dalle prime ricostruzioni emerge che nella prima serata di domenica, intorno alle ore 21, la donna è rientrata da una gita organizzata a Sanremo. Circa un’ora più tardi, attorno alle 22, la sua auto sarebbe stata ripresa da alcune telecamere mentre tornava verso Cuneo. All’altezza di San Benigno un automobilista avrebbe notato la Panda procedere a velocità particolarmente ridotta. Poi, poco dopo, il boato che ha richiamato l’attenzione dei residenti e le fiamme che hanno avvolto la vettura, portando all’intervento dei vigili del fuoco. All’interno dell’auto, ormai distrutta dal rogo, è stato trovato il corpo, seduto al posto di guida.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi sarebbe anche quello di un gesto anticonservativo, ma al momento nessuna pista viene esclusa e gli accertamenti proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.

La famiglia della 60enne saluzzese attende intanto gli esiti degli esami, chiedendo riservatezza e sottolineando come la vicenda presenti ancora diversi elementi poco chiari.

CharB.

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