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Basket | 28 marzo 2026, 21:32

Puoi costringere i tifosi a rinunciare a qualsiasi cosa, tranne che ai sogni…

IL COMMENTO DI FABIO GANDINI - “Lettera” aperta a Moore: caro Tazé, ma ti cambierebbero così tanto 10 giorni in più?

Puoi costringere i tifosi a rinunciare a qualsiasi cosa, tranne che ai sogni…

Vai a capirla, questa Varese…

Forse una delle meno intelligibili di sempre, nel bene e nel male. Vai a Napoli e ti sembra di morire per davvero, altro che proverbi: morire per mancanza di voglia, di cattiveria e di amor proprio, oltre che di tutto quello che tecnicamente andrebbe fatto sopra un rettangolo da basket in luogo del balletto sconsiderato, pieno di egoismi, cestisticamente grossolano andato effettivamente in onda.

Passano sei giorni, arriva Tortona a Masnago e l’occasione pare ghiotta per mollare definitivamente il colpo e avviarsi a un finale di stagione senza emozioni: avversari più forti, più ricchi (quella “scusa-verità” sempre pronta all’uso… Ma allora non scendiamo mai nemmeno in campo, visto che - dicunt - Varese abbia il secondo budget più basso del campionato…), difficoltà tecniche notabili, nonché fisiche. Invece ecco un altro spettacolo, uno spettacolo vero: una vittoria playoff, per la classifica ma soprattutto nella prestazione.

E stavolta non ci sono state coincidenze, “riposi di coppa” ad agevolare, giornate no “degli altri” a favorire: la squadra di Fioretti ha giocato una signora partita (il giro palla dei piemontesi è stato divino), ha trovato le risposte di diversi singoli all’interno del suo infinito roster (i 20 punti di Vital, gli sprazzi di Hubb, quelli di Chapman), ci ha provato dal primo al quarantesimo minuto, ma la Openjobmetis è stata semplicemente migliore.

È stata celestiale in difesa, ritrovando così la propria anima, ispirata da Assui e da Renfro che hanno trascinato dietro di loro tutti i compagni, anche cambiando grammatica (bravissimo Kastritis ad accantonare per una sera la mossa di Nkamhoua su un piccolo, contando in tal modo su un effetto sorpresa importante). Ed è stata regolare “davanti”, ha attaccato il canestro con voglia, non si è accontentata delle triple, ha ritrovato protagonisti conosciuti (vedi Iroegbu) ma anche smarriti per strada (vedi Librizzi).

Soprattutto, per di più, ha cancellato qualsivoglia sospetto di indolenza, di malavoglia, di pigrizia da quasi vacanza, di mancanza di ambizioni dopo una salvezza messa in tasca in anticipo. A palesarli la scena muta di Napoli, il linguaggio del corpo generale, alcune notizie di mercato e pure una “storia” Instagram di Moore, che proprio domenica scorsa ha pubblicato su uno sfondo nero la scritta -48, ovvero i giorni che mancano alla fine del campionato e al sospirato, per lui, ritorno a casa.

Qualcuno, poi, gli ha consigliato di cancellarla…

Caro Tazé: e se il -48 (che oggi è già un -42) diventasse un -58, ti cambierebbe così tanto? A noi (il plurale non è maiestatis, ma intende tutta Varese) sì. Anche se è difficile, anche se in fondo non cambierebbe nulla, anche se si tratterebbe di un’entrata e di un’uscita senza soluzione di continuità.

Perché puoi costringere i tifosi a rinunciare a qualsiasi cosa, tranne che ai sogni.

Fabio Gandini

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