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Eventi | 27 marzo 2026, 12:21

Sanremo, l’infiorata di Spello incanta piazza Nota: 40 artisti al lavoro dalle 4 del mattino per un’opera tra musica e televisione (Foto e video)

Un tappeto floreale da 60 metri quadrati racconta la storia dello spettacolo italiano: da Bongiorno a Baudo, fino al simbolo di Sanremo in Fiore

Sanremo, l’infiorata di Spello incanta piazza Nota: 40 artisti al lavoro dalle 4 del mattino per un’opera tra musica e televisione (Foto e video)

Sanremo si sveglia all’alba e trova già i primi colori del Festival dei Fiori prendere forma. Dalle 4 del mattino, in piazza Nota, 40 infioratori arrivati da Spello hanno iniziato a lavorare senza sosta per realizzare una delle opere più attese dell’edizione 2026 di “Sanremo in Fiore”. Un lavoro lungo, meticoloso, fatto di gesti precisi e pazienza, che si concluderà nel pomeriggio con l’inaugurazione ufficiale dell’infiorata, destinata a restare visibile per tutto il fine settimana.

Un viaggio tra musica e televisione. L’opera, ideata dal bozzettista Gianni Donati, è un racconto visivo che attraversa la storia della musica e della televisione italiana, in linea con il tema del Corso Fiorito di quest’anno. “È un’opera collegata al tema del Corso Fiorito di Sanremo – spiega Giuliano Torti, presidente degli infioratori di Spello –. Abbiamo rappresentato la storia della musica e della televisione e, nella parte finale, ci sono le icone come Vessicchio, Baudo e Mike Bongiorno”. Il tappeto floreale si sviluppa come una pellicola che scorre nel tempo, tra simboli e protagonisti: dal grammofono alle prime immagini televisive, fino al palco illuminato dello spettacolo italiano. Al centro della composizione, il maestro Peppe Vessicchio dirige l’orchestra sopra il mare di Sanremo, mentre un delfino richiama il legame tra musica e natura. Accanto, la figura femminile con i fiori rappresenta il simbolo stesso della città.

Un lavoro che parte da lontano. Dietro le ore di lavoro in piazza c’è un lungo percorso di preparazione. “Il nostro bozzettista lavora su questi progetti per mesi – racconta Torti –. Poi ci sono le riunioni del Consiglio direttivo per studiare il disegno, scegliere i fiori e organizzare tutto nei dettagli”. Una complessità che aumenta quando si tratta di una trasferta: “Qui dobbiamo portarci tutto: attrezzature, macchinari per tritare i fiori, strumenti per i dettagli più piccoli. Non possiamo permetterci di improvvisare”.

Fiori secchi e freschi per un’opera unica. L’infiorata, che si estende su circa 60 metri quadrati, è realizzata con una combinazione di fiori secchi provenienti da Spello e fiori freschi forniti dal territorio. “Siamo circa 40 infioratori e utilizziamo sia fiori secchi nostri che fiori freschi messi a disposizione dal Comune di Sanremo e da Sanremo On – sottolinea Torti –. A loro va il nostro ringraziamento per l’ospitalità”.

Il legame tra Spello e Sanremo. Quella di quest’anno non è la prima presenza degli infioratori umbri nella città dei fiori. Un legame che si consolida nel tempo. “Noi siamo già stati qui quattro anni fa, davanti all’Ariston – ricorda Torti –. Questa nuova partecipazione rappresenta un ulteriore passo nel gemellaggio tra Spello e Sanremo”. Un rapporto costruito attorno alla tradizione floreale, che unisce due realtà diverse ma accomunate dalla stessa cultura del fiore.

Un’arte effimera che resta nella memoria. Servono tra le 8 e le 10 ore di lavoro per completare l’opera. Un tempo lungo per qualcosa che, per sua natura, è destinato a durare pochi giorni. “Abbiamo iniziato alle 4 del mattino e finiremo nel pomeriggio – conclude Torti –. È un lavoro intenso, ma vedere il risultato finale ripaga di tutta la fatica”.

Un’opera destinata a scomparire, ma capace di lasciare un segno. Perché, come ogni infiorata, non è solo un tappeto di petali, ma un racconto fatto di mani, passione e tradizione. E Sanremo, ancora una volta, si conferma capitale di questa bellezza.

Andrea Musacchio

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