Si prolunga, con un ricorso al Consiglio di Stato, la nuova partita legata all’estenuante vicenda giudiziaria sulla gestione del Festival. È quella per la cosiddetta “ostensione” dei contenuti più importanti dell’accordo tra Rai e Comune siglato nel settembre scorso, per l’organizzazione della kermesse canora nel triennio 2026/2028, con possibilità di estensione fino al 2030.
Il Tar Liguria, all’inizio di febbraio, ha ordinato al Comune di rendere pubbliche le carte in questione, ma soltanto in parte, accogliendo quindi non integralmente la richiesta della Just Entertainment (JE), l’etichetta discografica indipendente che nel 2024 ha scatenato il caso-Festival costringendo Palazzo Bellevue a bandire una gara (manifestazione d’interesse), conclusa con l’assegnazione dell’evento alla Rai, unica partecipante. Che ora non ne vuole sapere di svelare i termini della complessa intesa, facendo leva sulla riservatezza di un accordo molto articolato e da cui dipendono enormi interessi economici e strategici. Da qui il ricorso al secondo (e ultimo) grado di valutazione previsto dalla giustizia amministrativa.
In sostanza, l’ordinanza dei giudici genovesi imponeva al Comune di far “vedere” le carte a JE, oscurando però le parti che costituiscono un comprovato segreto industriale, entro trenta giorni dalla pubblicazione (o notifica), limite già ampiamente superato ma di fatto congelato dal ricorso in appello. La questione è nata all’interno del ricorso principale con cui Just Entertainment ha impugnato gli atti della procedura adottata da Palazzo Bellevue per il bando con il quale si è arrivati all’assegnazione dell’organizzazione del Festival e alla concessione dei relativi marchi.
La società ha presentato istanza di accesso “difensivo civico” per ottenere tutta la documentazione, in particolare gli allegati più rilevanti, e non soltanto i documenti depositati dal Comune nel fascicolo. La Rai si era già opposta di fronte al Tar ligure, in particolare per tutelare gli aspetti legati a format, progetto, modalità di sfruttamento commerciale del Festival e degli eventi collegati. E ora si è rivolta al Consiglio di Stato per cercare di far valere le tutele rivendicate.



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