Entra nel vivo la fase scientifica dell’inchiesta sulla morte della piccola Beatrice. Dopo settimane di sopralluoghi e rilievi, è stata fissata per il 31 marzo la data di inizio delle analisi di laboratorio sui campioni raccolti dai Ris. Si partirà dai reperti prelevati il 16 e 17 marzo nell’abitazione di Montenero e nell’auto della madre, una Volkswagen nera, successivamente sequestrata e analizzata a Imperia.
Le analisi a Parma. Gli esami verranno effettuati nei laboratori dei Ris di Parma, dove sarà presente anche il consulente della difesa di Emanuel Iannuzzi, il dottor Marco Puppo. A confermarlo è l’avvocato Cristian Urbini, legale del compagno della madre della bambina: “Il 31 marzo iniziano le analisi sui campioni raccolti il 16 e 17. Anche per queste saremo presenti con il nostro consulente”. Un passaggio fondamentale, che segna l’inizio della fase più delicata dell’indagine.
Si parte dagli ultimi rilievi. La scelta di partire dai campioni più recenti non è casuale. Secondo quanto riferito dalla difesa, sui primi reperti raccolti a febbraio – in particolare su alcuni indumenti – sarebbero già state effettuate verifiche preliminari, che avrebbero evidenziato la presenza di tracce ematiche. “Su quei campioni hanno già fatto alcune analisi – spiega Urbini – ma mancano ancora gli esiti del Dna”. Per questo motivo, le analisi in programma a fine marzo si concentreranno inizialmente sui rilievi più recenti, ritenuti evidentemente prioritari nella ricostruzione dei fatti.
Ancora da analizzare Perinaldo. Restano invece ancora da esaminare i campioni raccolti nell’abitazione di Perinaldo, casa di Emanuel Iannuzzi. “L'abitazione al momento non è ancora stata analizzata”, conferma il legale, evidenziando come il lavoro dei Ris sia destinato a proseguire su più fronti nelle prossime settimane.
Una fase decisiva per l’inchiesta. Con l’avvio delle analisi di laboratorio, l’indagine entra ora in una fase cruciale. I risultati degli esami sui campioni prelevati tra Montenero e l’auto, insieme al confronto genetico con i Dna già acquisiti, saranno determinanti per chiarire la natura delle tracce individuate e la loro eventuale compatibilità con la dinamica dei fatti. Un passaggio atteso da settimane, che potrebbe fornire i primi riscontri concreti dopo una lunga fase di accertamenti sul campo.
Attesa per gli esiti. Nel frattempo, resta ancora in sospeso anche il quadro complessivo degli accertamenti già effettuati. Non sono ancora stati resi noti gli esiti del Dna sui primi campioni, così come si attende anche il risultato dell’autopsia sulla piccola.
È proprio per questo che gli investigatori stanno procedendo con un lavoro coordinato: l’obiettivo è avere un quadro completo, mettendo insieme tutti gli elementi prima di trarre conclusioni definitive. Un intreccio di analisi che rende evidente la complessità dell’indagine e la necessità di attendere tutti i riscontri scientifici prima di procedere con ulteriori sviluppi.













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