Una rosa di quattro nomi c'è già, due uomini e due donne, dalla quale partire per individuare il candidato del centrodestra alla guida del Comune di Savona. A rivelarlo è il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, in un'intervista a Savonanews, in cui traccia lo stato dell'arte della coalizione in vista delle prossime elezioni amministrative.
"Stiamo lavorando per il nuovo sindaco o sindaca di Savona - conferma Bucci - Non posso fare nomi, ma ci sono già due uomini e due donne con i quali è in corso il ragionamento". Una trattativa è attiva, dunque, ma non priva di prospettive più allargate e tra i profili, ammette il governatore, c'è chi esita: "Qualcuno dice 'non so se è il caso', qualcuno dice che fare il sindaco è difficile e questa è una cosa che mi fa dispiacere. Ma c'è chi è pronto ad assumersi la responsabilità di fronte alla città. Da ex sindaco, sono sempre pronto a sostenere il ruolo, spesso molto delicato, dei primi cittadini".
Bucci conosce bene il peso della fascia tricolore, tanto che non risparmia una riflessione sulla solitudine di chi governa un municipio: "In Liguria abbiamo 234 sindaci e molti soffrono, perché sono soli, perché non hanno le risorse o perché sentono una forte responsabilità. Io difendo la figura del sindaco perché so cosa vuol dire, alle quattro di mattina, mettersi gli stivali e uscire pensando di avere tutti addosso. Non è facile, e posso capire l'esitazione di persone che avrebbero tutti i numeri per essere grandi candidati, ma che invece hanno paura a candidarsi. Da presidente della Regione Liguria, sento il compito di facilitare le richieste dei sindaci e di aiutarli a fare arrivare le risorse ai rispettivi territori".
Sul nome dell'assessore regionale Claudia Morich, circolato nelle ultime settimane come possibile candidata, Bucci non chiude ma non conferma: "È un assessore che lavora benissimo, ho grande stima nei suoi confronti", si limita a dire, ribadendo che i colloqui con i quattro profili individuati sono ancora in corso.
Quanto al sindaco uscente di centrosinistra, Marco Russo, il governatore mantiene i toni istituzionali: "Ho un buon rapporto con lui. Le cose le stiamo facendo insieme, negli spazi di condivisione. Non sta a me giudicare il suo operato: dal punto di vista della Regione ci siamo sempre comportati in maniera molto obiettiva e tecnica". E ricorda quale sia, a suo avviso, la missione autentica dell'ente regionale: "Se un sindaco deve fare una strada, io devo fare in modo che la Regione si attivi e che arrivino i fondi perché quella strada si faccia. Aiutare i Comuni e gli amministratori a fare lavori sul territorio; questo è il vero compito della Regione, anche se nessuno lo dice mai abbastanza".
La corsa all'appuntamento del 2027 è appena iniziata e, soprattutto ora tirando le fila del dopo-referendum, i partiti cominceranno il pressing per avere ciascuno il maggior peso possibile.



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