Ora è ufficiale: il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia consegna la vittoria al “No” su scala nazionale. Con quasi tutte le sezioni scrutinate, il dato si è consolidato attestandosi attorno al 54% per il “No”, contro un “Sì” fermo poco sotto il 46%, accompagnato da un’affluenza significativa pari a circa il 58,9%.
Un risultato significativo, anche alla luce dell’assenza di quorum per questa tipologia di consultazione, che certifica una partecipazione ampia e superiore alle attese.
Il dato astigiano: il “Sì” supera il “No”
Se a livello nazionale la riforma viene bocciata, il territorio astigiano si distingue per una scelta opposta. In provincia di Asti, infatti, il “Sì” ha ottenuto il 51,79% dei voti (49.012 preferenze), superando il “No”, fermo al 48,21% (45.615 voti).
Un dato che evidenzia una spaccatura territoriale e politica, con l’Astigiano che si colloca in controtendenza rispetto al quadro nazionale.
Le reazioni politiche: tra soddisfazione e rilancio
Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo politico locale.
Dal fronte del Partito Democratico, il gruppo consiliare guidato da Michele Miravalle ha sottolineato con soddisfazione la vittoria del “No” a livello nazionale: “È un risultato che dimostra che questa destra si può battere e non è invincibile come sembra. Si vince costruendo una grande alleanza delle forze progressiste. Con questo voto la notte è un po’ meno buia. C’è speranza”.
Sulla stessa linea anche Elena Accossato, segretaria provinciale del PD, insieme a Enrico Panirossi, coordinatore del circolo cittadino, che parlano apertamente di una vittoria della Costituzione: “Ha vinto il No, ha vinto la Costituzione. Asti ha bocciato una riforma servita a colpi di maggioranza dalla destra di governo. È il segno che i cittadini chiedono di maneggiare la Carta fondamentale con cura”.
I due esponenti dem sottolineano inoltre il ruolo determinante dei comitati: “Non si sarebbe arrivati alla vittoria nazionale del No senza il grande lavoro di informazione svolto dai comitati, anche ad Asti e provincia, dove si è costruita una rete tra società civile, associazioni e partiti”.
Un ringraziamento viene rivolto ai volontari e ai professionisti coinvolti nella campagna referendaria, “dai cittadini presenti ai banchetti ai magistrati e avvocati che hanno animato i dibattiti pubblici”.
Infine, lo sguardo si sposta al futuro: “Il risultato racconta che le forze progressiste sanno raggiungere obiettivi ambiziosi quando condividono un percorso. Ora occorre replicare questa formula per le prossime sfide elettorali, puntando su ascolto, competenza e impegno”.
A livello regionale interviene anche Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che legge il risultato come una netta bocciatura politica del Governo: “Le italiane e gli italiani si sono espressi in maniera chiara bocciando l’attacco alla Costituzione e all’indipendenza della magistratura. È la sconfitta della Presidente del Consiglio, che ci aveva messo direttamente la faccia”.
Gribaudo sottolinea inoltre due elementi chiave emersi dal voto: “Il primo è la partecipazione, molto più alta delle attese, segnale positivo per la nostra democrazia. Il secondo è che oggi emerge con forza un’alternativa alla destra, che sta governando male e che è stata bocciata dagli elettori”.
Infine, il riferimento alla campagna referendaria e alle prospettive future: “Abbiamo portato avanti una grande campagna, sui territori, mantenendo il confronto sui temi. Da qui in avanti c’è un vento nuovo che fischia nel Paese”.
Sulla stessa linea il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Massimo Cerruti, che ha parlato di una “Costituzione salva”, leggendo il voto come un segnale politico nazionale: “Quando la gente va a votare in massa, questi personaggi perdono. Oggi probabilmente inizia a tirare un vento diverso per l’Italia”.
Di segno opposto la lettura del deputato astigiano di Fratelli d’Italia, Marcello Coppo, che pur riconoscendo la sconfitta ha ribadito la linea del partito: “L’esito del referendum è ovvio che non ci piaccia ma, come sempre, rispettiamo la decisione della maggioranza degli italiani. Andremo avanti con responsabilità e determinazione”.
Più articolata la riflessione del consigliere di minoranza Mario Malandrone, che ha evidenziato il dato astigiano favorevole al “Sì”, ma anche il valore della partecipazione: “Questo referendum dimostra che quando i temi sono importanti la gente va a votare. Serve recuperare il gusto della politica, quella nobile. Su Asti ha prevalso il sì: c’è ancora molto lavoro da fare”.
Affluenza alta e partecipazione diffusa
Elemento trasversale sottolineato da tutte le parti è l’elevata affluenza, che anche nell’Astigiano ha sfiorato il 60%, confermando un forte coinvolgimento dei cittadini su un tema centrale come la riforma della giustizia.
A testimonianza del clima che si respira in città, pochi minuti dopo la conferma del risultato nazionale, in piazza San Secondo ad Asti si è tenuta una festa improvvisata per la vittoria del “No”, organizzata dal comitato provinciale coordinato dall’avvocato Guido Cardello, anche vicepresidente dell’Anpi, e ha visto la partecipazione di cittadini, attivisti e rappresentanti delle realtà che hanno sostenuto la campagna referendaria.

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