Il Nazionale

Cronaca | 19 marzo 2026, 07:32

Con coltelli e spray rapinavano le persone: in manette la banda che terrorizzava il centro di Torino

A finire in carcere quattro persone, tre di nazionalità egiziana: il bottino la collanina d'oro al collo

Con coltelli e spray rapinavano le persone: in manette la banda che terrorizzava il centro di Torino

Quattro persone in manette con l'accusa di tre violente rapine , oltre aver seminato paura negli ultimi mesi tra il centro e le zone della movida torinese. Gli agenti della Sezione “Falchi” della Squadra Mobile di Torino, nei giorni scorsi, hanno portato in carcere due cittadini egiziani: dietro le sbarre già un altro connazionale, considerato il leader della banda.

L’operazione rappresenta l’atto conclusivo di un’articolata attività investigativa condotta dalla Polizia sotto il costante coordinamento della locale Procura della Repubblica, che precedentemente aveva già portato all’esecuzione di ulteriori custodie cautelari in carcere nei confronti dei giovani individuati come componenti del gruppo criminale responsabile delle aggressioni.

Coltelli e spray per minacciare

Le indagini hanno consentito di ricostruire tre distinti episodi di rapina, due dei quali commessi all’interno del giardino “Sambuy” ed il terzo nei pressi del Parco del Valentino, accomunati da un modus operandi particolarmente aggressivo. Infatti, le vittime venivano avvicinate in strada e colte di sorpresa: i rapinatori, agendo in gruppo, utilizzavano coltelli per minacciare e intimidire e spray urticanti per accecare temporaneamente le persone aggredite, così da impedire qualsiasi reazione e assicurarsi la fuga dopo aver strappato dal collo dei malcapitati, le collane d’oro che indossavano.

Ostentazione sui social

Determinante per individuare i malviventi è stato il lavoro investigativo svolto dalla Squadra Mobile che, attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, i riconoscimenti fotografici e una costante attività di riscontro sul territorio, è riuscita a ricostruire la composizione del gruppo e i ruoli dei singoli partecipanti nei diversi episodi. Durante le indagini, è inoltre emerso come alcuni dei giovani indagati fossero particolarmente attivi sui social network, piattaforme sulle quali non di rado ostentavano atteggiamenti di sfida e di esibizione delle proprie “imprese” criminali.

comunicato stampa

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