Il Nazionale

Cronaca | 18 marzo 2026, 11:04

Narcotizza l'amica che non stava bene e le svuota casa: l'incendiaria di Monticello d'Alba torna a processo a Cuneo

L'episodio avvenne a Scarnafigi nel settembre 2023. Otto giorni dopo la 37enne bracciante appiccò l'incendio che distrusse il magazzino Ipershop Express provocando la morte del suo titolare

Narcotizza l'amica che non stava bene e le svuota casa: l'incendiaria di Monticello d'Alba torna a processo a Cuneo

Sarebbe stata narcotizzata con benzodiazepine e poi derubata nella propria abitazione a Scarnafigi da una donna conosciuta poche settimane prima. 

Quella donna sarebbe Stanka Batashka, bracciante bulgara di 37 anni, già nota alle cronache per aver appiccato il fuoco all’Ipershop Express di Monticello d’Alba il 19 settembre 2023, provocando la morte del titolare Hu Jin, e già condannata dal Tribunale di Asti.

È quanto emerge dal nuovo procedimento aperto davanti al Tribunale di Cuneo a carico della stessa Batashka, che – secondo l’accusa – circa una settimana prima, l’11 settembre, si sarebbe introdotta nell’abitazione dell'amica per derubarla dopo averle fatto assumere delle sostanze dicendole che erano vitamine (LEGGI QUI).

Secondo quanto ricostruito in aula, quel pomeriggio i carabinieri erano intervenuti nell’abitazione della vittima dopo l’allarme lanciato da due vicine di casa. Le donne avevano notato l’anomalia della porta aperta e, una volta entrate, avevano trovato l’abitazione in disordine, con cassetti e armadi aperti e oggetti sparsi a terra. 

Un altro residente ha riferito di aver visto una donna allontanarsi dallo stabile con un sacco o uno scatolone, caricandolo su un’auto grigia.

La donna, soccorsa dal 118, si riprese parzialmente, senza però riuscire a ricordare l’accaduto.  Gli accertamenti sanitari avevano evidenziato la presenza di benzodiazepine, sostanza che – secondo quanto riferito anche dal medico curante – non avrebbe mai assunto prima dei fatti.

Accusata di rapina è Stanka Bataska, conosciuta dalla vittima come "Tania". Secondo quanto ricostruito in aula, le due di sarebbero conosciute durante l’estate in piscina a Savigliano. Rapporti apparentemente cordiali, sfociati in cene e visite reciproche, durante le quali l’imputata avrebbe avuto modo di conoscere la casa dell’amica.

Il giorno dei fatti, secondo la ricostruzione della persona offesa, "Tania" si sarebbe presentata a casa sua per eseguirle un tampone Covid: "Stavo poco bene" ha spiegato la vittima.  "Quando è entrata a casa - ha proseguito - ha detto che avrebbe spaccato tutto perché mio marito avrebbe avuto un atteggiamento inappropriato nei suoi confronti. Mi aveva anche detto di prendere delle vitamine, fare una doccia calda e mettermi a letto. Io ho fatto così".  Da quel momento, il vuoto.

Quelle presunte vitamine, come sostenuto dalla Procura, in realtà erano pastiglie di benzodiazepina. La vittima si risvegliò solo in ospedale a Mondovì, con difficoltà cognitive protrattesi per alcuni giorni. Al rientro in casa, oltre al disordine, mancavano gioielli e altri oggetti di valore. Su un tavolo veniva anche rinvenuto un messaggio scritto su una scatola: “Grazie per l’oro. Così tuo marito è pagato”.

Determinante per le indagini, poi, la perquisizione effettuata il 23 novembre nell’abitazione dell’imputata, attualmente detenuta a Torino per l’incendio mortale di Monticello e altri fatti, in cui era stata trovata la refurtiva, poi restituita. 
 

CharB.

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