Il Nazionale

Cronaca | 18 marzo 2026, 17:05

Cooperativa "Per Mano": scarcerate la direttrice e la coordinatrice

Detenute in carcere a Torino dall'ottobre e scorso, madre e figlia avranno ora l'obbligo di firma. Revocati anche i domiciliari per due membri del Cda e lo psichiatra

Cooperativa "Per Mano": scarcerate la direttrice e la coordinatrice

La direttrice e la coordinatrice della “Cooperativa Sociale per Mano”, madre e figlia, sono state scarcerate

Il giudice per le indagini preliminari Alberto Boetti ha infatti accolto l’istanza presentata dalle difese, disponendo la sostituzione della misura cautelare in carcere con l’obbligo di firma

Tra le misure cautelari revocate e sostituite con la più leggera presentazione alla polizia giudiziaria, anche gli arresti domiciliari che avevano riguardato due membri del Consiglio di amministrazione e uno psichiatra.  

Il provvedimento è arrivato pochi minuti fa.

Le due donne restano indagate insieme ad altri quindici soggetti, tra Oss, infermieri, educatori, psicologi e psichiatri, per presunti maltrattamenti su alcuni ospiti della struttura di via Savona a Cuneo, realtà che accoglie persone affette da patologie dello spettro autistico, gravi e gravissime. 

Erano state 17 le ordinanze di misure cautelari notificate ad altrettanti soggetti nell’ottobre scorso, da quando il blitz da parte dei Carabinieri ha portato allo smantellamento dei locali. Diciotto le presunte vittime. Oltre agli arresti inizialmente disposti nei confronti della direttrice e della coordinatrice, il giudice per le indagini preliminari aveva anche convalidato anche quattro arresti domiciliari e undici divieti di avvicinamento, alcuni con braccialetto elettronico e altri con obbligo di firma. 

Ora si attende che la Procura,  esauriti tutti gli interrogatori, notifichi agli indagati l’avviso di conclusione delle indagini, ai sensi dell’articolo 415 bis del Codice di Procedura Penale.

Dopo l’operazione dei carabinieri, tra il 24 ottobre e il 3 novembre scorsi, tutti gli ospiti erano stati trasferiti in strutture ritenute sicure, grazie al coordinamento dell’Asl Cn1, che aveva messo in campo un’équipe di oltre 60 professionisti per la gestione di quella che si è presentata a tutti gli effetti come un’emergenza.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, all’interno delle strutture si sarebbero registrati episodi di violenza fisica e psicologica, documentati attraverso riprese effettuate nei locali. Tra le varie condotte ancora in fase di accertamento, ci sarebbero insulti, percosse, pazienti legati ai letti o lasciati per ore in stanze d’isolamento, cure e farmaci non somministrati e cibo dato in quantità spesso non sufficiente.

Le ipotesi di reato, che verranno poi formalizzate nell’avviso di conclusione indagini, riguarderebbero delitti di maltrattamenti contro persone a loro affidate, lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata, oltre a omissione di atti d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture e responsabilità amministrativa dell’ente.

Le contestazioni di natura economica si riferiscono ai servizi fatturati tra il 2024 e il giugno 2025, con oltre 1,4 milioni di euro più Iva richiesti alle Asl convenzionate.

CharB.

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