Il Nazionale

Sport | 17 marzo 2026, 23:17

Mastini travolti da un treno: 9-3. C'è ancora una partita per cancellare questa umiliazione

La peggiore sconfitta della storia recente del Varese in gara 2 di semifinale contro l'Aosta di Giovinazzo, che ha azzeccato tutte le mosse da quando in stagione era rimasto senza difesa: da lì ha costruito una squadra vera. Giovedì gara 3 in Val d'Aosta per non lasciare i 1.100 tifosi gialloneri con questo risultato frustrante che non si meritano

Mastini travolti da un treno: 9-3. C'è ancora una partita per cancellare questa umiliazione

Difficile, davanti un 3-9 così, infierire sui Mastini. Non sarebbe degno di chi ama il Varese. Tanti hanno visto cosa è successo, tutti possono intuirlo. L'Aosta, una squadra di professionisti che si allena ogni giorno, ha dato una lezione di superiorità senza precedenti e, infatti, non ricordiamo una disfatta simile negli ultimi sette anni del Varese. Che è di fronte a un'impresa più grande della vittoria di un titolo o di una Coppa Italia. A una partita, quella gara 3 di giovedì che dovrebbe mandare in finale l'Aosta dopo un secco 3-0, che per noi vale più di tutte quelle degli ultimi anni. Perché in palio c'è quel pezzetto di stoffa giallonero sotto cui c'è un cuore. C'è un'anima. Quelle che devono vincere gara 3. Non per tenere aperta la serie, ma per qualcosa di più grande: riscattare la gara peggiore della vita dei Mastini. Noi chiediamo questo: un segnale di appartenenza, una partita da uomini dopo una serata senza storia. L'Aosta ha riempito il ghiaccio di tutto davanti a un Varsee impotente. 

Ecco, più che sottolineare la serata in cui il Varese non è mai stato in vita (il pubblico, favoloso, c'era, come il sold out, la squadra no), guardiamo all'Aosta. Finora Giovinazzo ha azzeccato davvero tutto: a un certo punto del campionato si era trovato in mezzo a una strada, senza difesa, senza Nardella arrivato da italiano a novembre, senza Lysenko infortunato, senza uno straniero compreso poi il neoarrivato Plouffe-Dubé, che si è rotto ed è tornato a casa, eppure lì, sul ciglio del burrone, ha sì pescato l'asso McNally, ha sì ritrovato Nardella, ha sì azzeccato i rinforzi di mercato Calovi e Oberholler pescandoli dalle serie minori tedesche, ma a nostro avviso ha soprattutto difeso e creato il gruppo giusto con giovani bravi o bravissimi che stavano assieme da una vita, ha difeso Perla (che, in pista, si difende già abbastanza da solo visto che anche sul 3-9 ha continuato a parare tutto, perché chi ha il portiere più forte nei playoff parte già dal 51% di possibilità di passare il turno). Ha difeso una "squadra" che sta bene assieme e che, anche dopo la vittoria per 4-3 in gara 1, è rimasta al bar del palaghiaccio proprio per quel piacere di stare bene assieme che era un po' anche il marchio di fabbrica dei Mastini. Ci sentiamo di dire tutto questo stasera: perché non è dovuto, non è scontato eppure pensiamo sia molto vero e giusto. Ed è qui, in tutto queste "pre" e "durante", che l'Aosta si è portato sul 2-0 nella serie di semifinale sul Varese.

I Mastini, ora, hanno una responsabilità e un'occasione mai avute. La responsabilità di non uscire di scena con un 3-9 che non s'è mai visto nella storia recente giallonera. L'occasione di dimostrare che, sotto quella maglia, c'è un cuore, c'è un'anima, c'è qualcuno che stasera, a un minuto e mezzo dalla fine ha ascoltato quella Rosamunda che partiva dalla tribuna laterale con gli avversari avanti di 6 gol. Lì c'erano tutti i tifosi del Varese in piedi a cantare per dimostrare senso di appartenenza, orgoglio, fede. Ce le aspettiamo anche in pista con chi di quell'appartenenza, di quell'orgoglio e di quella fede è il simbolo indiscusso, pur se dovesse giocare su una gamba o una spalla sola. E tale resterà, anche dopo una stagione a soffrire in tribuna.

II* tempo - Una delle peggiori sconfitte di sempre
Nel terzo tempo Nardella infierisce: 2-8, serve il pallottoliere. Finalmente si vede anche la quarta linea giallonera. Perla para anche l'orgoglio del Varese. Finisce nel silenzio. Nemmeno se ci avesse colpito in testa un disco, avrebbe potuto svegliarci. Terzago prova a indorare la pillola (3-8): missione impossibile. Faschetta slalomeggia come un fenomeno e mette dentro immediatamente il 3-9. Buono prova a lasciare il segno beccando 2'.

II° tempo - Non c'è partita, pare un allenamento (2-7)
Continua la lezione dell'Aosta a un Varese inesistente, svuotato, senza nulla e nessuno a cui appigliarsi. Perla, fin qui secondo miglior portiere dei playoff dietro a Steiner del Pergine (lo dicono le statistiche) ferma Bastille, poi è mattanza con il solo Makinen a resistere all'onda d'urto. 4-1: Nardella, palo-schiena di Matonti-gol. 5-1: Nardella approffitta di uno scivolone di Bertin. 6-1: Lysenko spara sulla croce rossa. Matikainen cambia Pippo Matonti, sotto choc, e inserisce Pisarenko ma la musica cambia per poco. Buono fa tutto da solo e segna il 2-6 del Varese in superiorità ma, poco dopo, Marco Matoni regala il disco del possibile 7-1 a , fermato da Pisarenko. Il bombardamento ospite continua, ed è solo questione di tempo per il 7-1, subito in superiorità dai gialloneri. L'immagine di Fraschetta che, arrivando davanti alla porta del Varese, non ha neppure bisogno di tirare per infilare il disco, che rimbalza dentro dopo essere stato spostato sul ghiaccio, è la copertina del match.

I° tempo - Sotto il treno dell'Aosta: 1-3
La pista sembra immensa per l'Aosta, che galoppa libero in praterie sconfinate, e minuscola per il Varese, che non trova mai il passo e gli spazi giusti, morendo in un fazzoletto: gli ospiti giocano a memoria e a velocità doppia, appena rubano il disco creano scompiglio, piombano senza reti davanti a Matonti e mettono alle corde i gialloneri con un fenomenale numero 74 come McNally, che parte in seconda linea (mossa azzeccatissima, già provata in passato, di Giovinazzo) innalzando a livelli supersonici anche il secondo quintetto. Così è 1-0 sull'asse McNally-Calovi: azione siderale con tocco vincente sotto porta sull'assist, verticale e perfetto del numero 74. Facile come bere un bicchier d'acqua, meno il raddoppio, dopo che i valdostani tirano anche dalla rossa in attesa del rimbalzo vincente. Raddoppio, comunque, indiscutibile, nemmeno a dirlo di McNally con disco nell'angolino lontano su una marcatura difensiva saltata. 3-0, poi, facilissimo su rimbalzo concesso e disco sotto il gambale di Matonti, vanamente proteso sul ghiaccio. Ridà speranza soltanto Makinen con una saetta nell'angolino in power play, quasi in chiusura, quando Tilaro mette giù McNally ingenuamente e finisce fuori per 2 minuti. Nel conto ci sono anche due pali, uno per parte, di Schina e Nardella. Il 3-1 del 20' è lo specchio di quanto visto. 

Varese-Aosta 3-9 (1-3, 1-4, 1-2)
Reti: 3’52” Calovi (McNally, Fraschetta) 0-1, 8’38” McNally (Mocellin, Fraschetta) 0-2, 11’48” Nardella (Lysenko, Nimeno) 0-3, 17’08” Makinen (Piroso) in sup. 1-3; 25’35” Nardella (Gesumaria) 1-4, 26’49” Nardella 1-5, 28’58” Lysenko (Sukhytskyi) 1-6, 30’37” Buono (Marcello Borghi, Schina) in sup. 2-6, 39’04” Fraschetta (McNally) in inf. 2-7; 44’25” Nardella (Nimenko, Badoglio) 2-8, 50’58”  Terzago (Marcello Borghi, Schina) 3-8, 51”31” Fraschetta (McNally) 3-9
Varese: Filippo Matonti (Pysarenko); Makinen, Marco Matonti, Bastille, Marcello Borghi, Buono; Schina, Re, Piroso, Ghiglione, Terzago; Bertin, Crivellari, Perino, Michael Mazzacane, Tilaro; Erik Mazzacane, Xamin, Pietro Borghi, Peterson; Venturi. Coach: Juhani Matikainen
Aosta: Rocco Perla (Montini); Lysenko, Sukhytskyi, Nardella, Nimenko, Mocellin; Gesumaria, Oberhoeller, Fraschetta, Badoglio, McNally; De Santi, Capra, Movchan, Verza, Minniti; Lenta, Mazzocchi, Calovi. Coach: Luca Giovinazzo
Arbitri: Fabio Lottaroli, Willy Vinicio Volcan (Nicolò Alberti, Federico Cusin)
Note - Tiri Va 39, Ao 38. Penalità Va 4', Ao 8'. Spettatori: 1.098.

Playoff, semifinali al meglio delle cinque gare

Gara 2: Pergine-Caldaro 1-3 (serie: 1-1), Varese-Aosta 3-9 (serie: 0-2)
Giovedì 19, gara 3: Caldaro-Pergine (20.30), Aosta-Varese (20)
Gara 1: Caldaro-Pergine 2-4, Aosta-Varese 4-3
Sabato 21, gara 4: Pergine-Caldaro. Eventuale gara 4 a Varese.
Martedì 24, eventuale gara 5 a Caldaro e Aosta

Finale al meglio delle sette gare dal 28 marzo all'11 aprile. 

Regolamento: in caso di parità al 60', overtime di 20 minuti in 5 contro 5 (chi segna per primo, vince) dopo il rifacimento del ghiaccio, poi eventuale altro overtime di 20 minuti in 3 contro 3 e così via (in caso di gara decisiva, anche il secondo overtime è in 5 contro 5).

Andrea Confalonieri

Commenti

In Breve