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Politica | 17 marzo 2026, 17:14

Presunto dossieraggio Secolo XIX, Salis: "Inaccettabile tentare di condizionare la stampa". Scontro in consiglio comunale tra maggioranza e centrodestra

La sindaca denuncia possibili pressioni sulla linea editoriale, mentre l’opposizione difende il presidente Marco Bucci e parla di "normale dialettica"

Presunto dossieraggio Secolo XIX, Salis: "Inaccettabile tentare di condizionare la stampa". Scontro in consiglio comunale tra maggioranza e centrodestra

 Da giorni il dibattito cittadino è travolto dagli avvenimenti che hanno coinvolto la redazione de Il Secolo XIX. Una vicenda ritenuta rilevante e di primario interesse pubblico che ha spinto il Consiglio Comunale ad aprire un confronto serrato sul confine tra dialettica democratica e interferenza politica. Il confronto in aula nasce su proposta dei consiglieri Filippo Bruzzone, Martina Caputo, Marialuisa Centofanti, Francesca Ghio e Marco Mesmaeker, che hanno sollecitato un dibattito pubblico e una presa di posizione condivisa, a partire dalla solidarietà ai lavoratori del quotidiano.

Al centro del dibattito l’intervento della sindaca Silvia Salis, che ha sottolineato come, qualora le ricostruzioni emerse trovassero conferma, si sarebbe di fronte a un quadro grave. "Non è in discussione il rapporto fisiologico tra politica e informazione ma sarebbe inaccettabile un tentativo di condizionare la linea editoriale". Per Salis, il punto non riguarda semplici “rassegne stampa commentate”, ma un possibile "desiderio di manipolazione" e un’insofferenza verso il ruolo di controllo esercitato dal giornalismo. Ancora più allarmante, ha aggiunto, sarebbe l’eventuale utilizzo di risorse pubbliche per finalità di comunicazione politica, soprattutto in ambito elettorale.

A sostenere la necessità di un chiarimento politico sono stati diversi capigruppo di maggioranza. Lo stesso Bruzzone (Lista Civica Silvia Salis) ha parlato di una Liguria finita alla ribalta nazionale per vicende "ombrose", denunciando un modello in cui "chi vince le elezioni può tutto" e ribadendo la piena solidarietà alla redazione del quotidiano.

La capogruppo del Partito Democratico, Martina Caputo, ha evidenziato come, al di là degli eventuali sviluppi giudiziari, il piano politico appaia già compromesso: l’intervento del presidente della Regione Marco Bucci, a suo dire, non avrebbe chiarito ma "aggravato" la situazione, segnando un’invasione di campo tra potere politico e informazione che limita la possibilità per i cittadini di formarsi un’opinione libera.

Sulla stessa linea la capogruppo di Riformiamo Genova con Silvia Salis, Marialuisa Centofanti, che ha denunciato un progressivo indebolimento dei principi democratici: "Il rappresentante dei cittadini rischia di diventare rappresentante degli azionisti", ha osservato, richiamando la necessità di tutelare l’indipendenza dell’informazione come elemento essenziale della legittimazione istituzionale.

Ancora più netta la posizione della capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, Francesca Ghio, che ha parlato di "arroganza politica" e di un uso improprio delle risorse pubbliche per costruire strumenti di pressione nei confronti dei giornalisti, contribuendo ad allontanare i cittadini dalle istituzioni.

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Marco Mesmaeker, ha inserito la vicenda in un contesto più ampio, ricordando episodi precedenti di tensione tra il presidente Bucci e il mondo dell’informazione e denunciando una progressiva "normalizzazione" di atteggiamenti ritenuti inadeguati, con attacchi ai giornalisti spesso liquidati senza un confronto nel merito.

Più articolata la posizione di Lorenzo Pellerano (Noi moderati), che ha invitato a distinguere tra piano mediatico, politico e giudiziario, ridimensionando l’uso del termine “dossieraggio” e ribadendo la necessità di difendere sia la libertà di stampa sia il diritto della politica a esercitare una critica nei limiti della correttezza.

Di segno opposto gli interventi del centrodestra. L’ex vicesindaco Pietro Piciocchi ha definito la vicenda un "gigantesco diversivo" per colpire il presidente della Regione, accusando l’opposizione di strumentalizzare il caso e invitando a ricondurre il confronto a una dialettica normale tra politica e stampa.

Alessandra Bianchi (Fratelli d’Italia) ha respinto le accuse parlando di una semplice "rassegna stampa commentata", mentre Paola Bordilli (Lega) ha escluso qualsiasi intento intimidatorio, difendendo l’operato di Bucci e mettendo in discussione alcune dinamiche interne al mondo dell’informazione.

Sergio Gambino ha richiamato il diritto di critica sancito dall’articolo 21 della Costituzione anche per i rappresentanti istituzionali, sostenendo che il confronto tra politica e giornalisti rientri in una dinamica fisiologica, mentre Mario Mascia (Forza Italia) ha definito la vicenda un "duello rusticano", denunciando il rischio di strumentalizzazione dei lavoratori del giornale e richiamando la necessità di tutelare la libertà di espressione da ogni forma di pressione.

Chiara Orsetti

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