Tensione alle stelle, ieri sera, durante la seduta del consiglio comunale di Asti. I residenti del quartiere Cascina Volta, alle prese con i discussi maxi conguagli in scadenza il 15 marzo, si sono presentati in aula (nonostante sia stato annunciato per martedì prossimo un consiglio comunale aperto e dedicato), alla ricerca di risposte immediate. Tuttavia, la seduta si è chiusa in modo controverso: i consiglieri di maggioranza, estraendo le proprie schede, hanno fatto mancare il numero legale, abbandonando i lavori.
Lo sdegno della minoranza
Per l'opposizione si è trattato di un episodio inaccettabile. Vittoria Briccarello, Mauro Bosia, Michele Miravalle, Maria Ferlisi, Gianfranco Miroglio, Massimo Cerruti, Mario Malandrone, Roberto Migliasso, Luciano Sutera, non usano mezzi termini per descrivere la serata. "Un momento davvero svilente", hanno commentato, sottolineando come la scelta della maggioranza abbia impedito non solo di discutere l'ordine del giorno su Cascina Volta, ma anche quello relativo a un bando per lo studentato in scadenza il 31 marzo. Di fronte alla protesta dei cittadini, che domandavano delucidazioni alla giunta, gli esponenti dell'opposizione hanno rimarcato come le istituzioni debbano quantomeno mettersi in ascolto. "Invece così è stato davvero schifoso", hanno chiosato subito dopo l'interruzione dei lavori.
Alla presenza dei soli assessori Stefania Morra, Marco Galvagno, Riccardo Origlia, Monica Amasio, qualcuno dei cittadini ha avuto la parola, ma ormai la serata aveva avuto il suo epilogo.
La replica del sindaco
Non si è fatta attendere la versione del sindaco, Maurizio Rasero, che ha rigettato al mittente le accuse e ha fornito la sua lettura dei fatti. "Ho chiesto ai primi signori che sono arrivati se potevano uscire durante il tempo delle interpellanze per parlare", ha spiegato il primo cittadino, sottolineando di aver ricevuto un secco rifiuto. Secondo Rasero, l'atteggiamento dei presenti era mosso da intenzioni ben precise: "Persone evidentemente faziose e di parte". Il sindaco ha chiarito all'assemblea che restare in aula non avrebbe portato ad alcuna discussione sul tema, in quanto i tecnici comunali preposti a motivare le scelte amministrative non erano presenti. Al termine delle pratiche ordinarie, la maggioranza ha dunque lasciato la sala come concordato, ma il sindaco è rimasto per rispondere a una domanda diretta sulle eventuali more di pagamento, rassicurando i cittadini: "Ho spiegato che non chiederemo ulteriori interessi e che quindi non cambiava nulla, sotto questo profilo, rimandare a martedì".
Verso il consiglio aperto
L'amministrazione punta ora tutto sull'appuntamento di martedì 24 marzo, quando si terrà un consiglio comunale aperto proprio sul nodo di Cascina Volta. Questa formula, ha ribadito Maurizio Rasero, garantirà la massima trasparenza, permettendo la partecipazione e gli interventi diretti di tutti i cittadini interessati, oltre al confronto puntuale con i tecnici. Il primo cittadino non ha però risparmiato una stoccata finale a chi protestava in aula, notando che alcuni dei presenti esibivano una spilla per il no a un passato referendum: "Sappiamo da che parte stanno e che avevano quindi interesse ad aizzare la folla". Nonostante il clima infuocato, il sindaco si definisce sereno, lamentando solo che i cittadini avrebbero potuto richiedere un incontro pacifico e invece: "Hanno preferito lo scontro".

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