Se in 4.800 riempiono Masnago per la partita con l'ultima, cosa accadrebbe se un giorno Varese tornasse prima? L'amore per la pallacanestro, qui, è una cosa talmente grande da non poter essere racchiuso in nessun palazzetto del mondo. È un'identità di popolo così viscerale e radicata che più passa il tempo da quell'ultima volta in cui Varese fu prima, più divampa e coinvolge. È, semplicemente, la città della gioia, anche quando la gioia appare come una virgola all'interno di un romanzo varesino alla ricerca di un punto (i playoff) chiamato sogno. Ma è anche un muro di folla che ondeggia, saltella, si china e si ritrae quando bisogna chinarsi sulla squadra o ritrarsi in silenzio, in attesa di ondeggiare, saltellare, chinarsi e ritrarsi di nuovo, capendo il momento, unendo le forze, fedeli per l'eternità a un concetto chiave: ogni lunedì e ogni settimana varesina che si rispettino, iniziano alla grande solo se ha vinto la Pallacanestro Varese. Un lunedì e una settimana come questi, in cui mettiamo nel mirino il cielo fino quasi a toccarlo (leggi QUI il commento di Fabio Gandini).
Qui sotto la fotogallery di Varese-Treviso targata Fabio Averna
Sport | 16 marzo 2026, 08:30
FOTOGALLERY. Tra i 4.800 di Masnago, nella Varese della gioia e del sogno
Se in 4.800 riempiono Masnago per la partita con l'ultima, cosa accadrebbe se un giorno Varese tornasse prima? Ecco le immagini di Fabio Averna di un popolo in festa per rivivere la vittoria su Treviso, una "virgola" all'interno di un romanzo varesino alla ricerca di un punto (i playoff) chiamato sogno
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