Proseguono gli accertamenti nell’inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita lo scorso febbraio. Dopo il lungo sopralluogo dei Ris dei carabinieri nell’abitazione di Montenero, frazione collinare di Bordighera dove viveva la madre Manuela Aiello, arrivano le prime indicazioni anche dalla difesa.
A tracciare un primo bilancio delle operazioni è stata l’avvocata Laura Corbetta, legale della donna attualmente detenuta con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Secondo quanto riferito dalla legale, gli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche hanno effettuato numerosi rilievi tecnici all’interno della casa, concentrandosi su alcune tracce ritenute di possibile interesse investigativo.
I rilievi all’interno dell’abitazione. Durante il sopralluogo gli esperti dei Ris hanno utilizzato strumenti specifici per individuare eventuali tracce biologiche. “Hanno analizzato alcune presunte tracce di interesse – ha spiegato l’avvocata Corbetta – utilizzando strumenti e vetrini che consentono di stabilire se una sostanza dia esito positivo o negativo. Si sono concentrati soprattutto su quelle risultate positive”.
Tra gli elementi acquisiti ci sono anche alcuni oggetti e indumenti della bambina. In particolare sarebbero state sequestrate due paia di scarpe e una terza scarpa singola, tutte appartenenti alla piccola.
Nel corso dei rilievi sono state inoltre analizzate alcune macchie presenti sul soffitto dell’abitazione. Al momento non è ancora chiaro di quale sostanza si tratti. “Non sappiamo ancora cosa siano – ha spiegato la legale – perché quando uno di questi test risulta positivo può indicare diverse sostanze. Potrebbe trattarsi di sangue, saliva o altro materiale biologico. Saranno le analisi di laboratorio a stabilirlo”.
Analisi anche sugli indumenti. Gli accertamenti si sono poi concentrati anche sugli indumenti presenti nell’abitazione, compresi alcuni capi che si trovavano nella lavatrice. Per individuare eventuali tracce invisibili a occhio nudo, gli specialisti hanno utilizzato prodotti reagenti e luci specifiche.
“Hanno oscurato la stanza della madre e utilizzato uno spray che permette di evidenziare eventuali tracce – ha spiegato Corbetta –. In questo modo alcune macchie diventano fosforescenti. Ho visto che hanno acquisito un pantaloncino e un fazzoletto”.
Le operazioni hanno interessato in particolare la camera da letto della madre, dove si trova anche la culla della bambina, ma i controlli dovrebbero proseguire anche nelle altre stanze dell’abitazione.
Domani nuovi accertamenti. Il sopralluogo dei Ris non si è concluso nella giornata di oggi. Secondo quanto riferito dalla difesa, gli accertamenti proseguiranno anche domani per completare tutte le verifiche tecniche. Tra gli elementi ancora da analizzare c’è anche l’automobile della madre, che nel frattempo è stata trasferita a Imperia e verrà sottoposta a ulteriori controlli. “Domani si occuperanno della macchina – ha spiegato l’avvocata – mentre qui in casa continueranno a completare i rilievi nelle altre stanze”.
Il confronto con il DNA. Le tracce raccolte durante il sopralluogo verranno ora sottoposte a analisi di laboratorio e confrontate con i campioni genetici già acquisiti. “Le sostanze raccolte verranno analizzate e confrontate con il DNA della bambina, della madre e del compagno”, ha spiegato Corbetta. Secondo la legale, anche i prelievi di DNA effettuati nei giorni scorsi potrebbero essere collegati proprio alla necessità di confrontare le tracce individuate durante il sopralluogo.
La versione della madre. Nel frattempo la madre della bambina continua a sostenere la propria versione dei fatti. Durante gli ultimi colloqui con la legale avrebbe ribadito che la figlia sarebbe caduta dalle scale. “Le ho chiesto più volte conferma – ha raccontato Corbetta – e lei continua a dire che la bambina è caduta. Poi ha aggiunto che, durante il tragitto, avrebbe notato dallo specchietto che il livido sulla fronte della bambina cambiava colore ”.
Tuttavia, ha ammesso la stessa avvocata, alcuni elementi emersi dalle indagini non sembrerebbero al momento compatibili con una semplice caduta dalle scale. “Ci sono altri rilievi che non sembrano compatibili con quella dinamica. Vedremo cosa emergerà dalle indagini”.
La posizione della difesa. Per ora la difesa non ha presentato nuove richieste di scarcerazione. I termini per un’istanza immediata sono infatti già scaduti. “Al momento non abbiamo presentato nuove richieste – ha spiegato l’avvocata – anche perché il giudice aveva già evidenziato il rischio di inquinamento delle prove”. Le indagini della Procura di Imperia proseguono dunque con gli accertamenti scientifici, che potrebbero fornire nuovi elementi utili a ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore precedenti alla morte della bambina.



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