Se in 4.800 riempiono Masnago per la partita con l'ultima, cosa accadrebbe se un giorno Varese tornasse prima? L'amore per la pallacanestro, qui, è una cosa talmente grande da non poter essere racchiuso in nessun palazzetto del mondo. È un'identità di popolo così viscerale e radicata che più passa il tempo da quell'ultima volta in cui Varese fu prima, più divampa e coinvolge. È, semplicemente, la città della gioia, anche quando la gioia appare come una virgola all'interno di un romanzo varesino alla ricerca di un punto (i playoff) chiamato sogno. Ma è anche un muro di folla che ondeggia, saltella, si china e si ritrae quando bisogna chinarsi sulla squadra o ritrarsi in silenzio, in attesa di ondeggiare, saltellare, chinarsi e ritrarsi di nuovo, capendo il momento, unendo le forze, fedeli per l'eternità a un concetto chiave: ogni lunedì e ogni settimana varesina che si rispettino, iniziano alla grande solo se ha vinto la Pallacanestro Varese. Un lunedì e una settimana come questi, in cui mettiamo nel mirino il cielo fino quasi a toccarlo (leggi QUI il commento di Fabio Gandini).
Qui sotto la fotogallery di Varese-Treviso targata Fabio Averna







































































































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