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Eventi e Turismo | 12 marzo 2026, 08:00

Giovedì serata Champions League, la Cirulla arriva a San Benigno

Alla Sala Chiamata della CULMV la sfida tra i fuoriclasse dei quartieri. Dai vicoli a Borzoli, le carte diventano un ponte per la comunità con il progetto ‘La mano buona’

Giovedì serata Champions League, la Cirulla arriva a San Benigno

Giovedì serata Champions League. 

Non è uno spostamento di calendario per vedere due squadre europee sfidarsi in novanta minuti, ma l’appuntamento attesissimo che vedrà sfidarsi i campioni di ogni quartiere per contendersi il titolo di campioni della Champions League di Cirulla.

Giunta alla sua quinta edizione, questa sera, giovedì 12 marzo, a partire dalle 19,30, la Champions animerà la Sala Chiamata del Porto della CULMV mettendo di fronte i trionfatori dei principali tornei cittadini.

L’appuntamento con il tradizionale gioco di carte, negli anni, è diventato molto di più di una semplice competizione: è una festa della città e delle sue relazioni. Le squadre provengono dai tornei nati nei quartieri del centro storico, dal Sestiere del Molo a quello di Prè, ma anche da altre realtà che negli ultimi anni hanno contribuito a far rivivere questo storico gioco genovese.

Tra i protagonisti ci sono i tornei dei Giardini Luzzati, gestiti dalla cooperativa sociale Il Ce.Sto, e quelli promossi dal Comitato di Quartiere Per Prè, realtà impegnate nella rigenerazione sociale e culturale del centro storico attraverso iniziative che favoriscono socialità e partecipazione.

Accanto a queste esperienze partecipano anche altre comunità cittadine: dal torneo “Cirulla per Sampierdarena” al Circolo La Bellezza, all’ASD Free Sport impegnata nello sport inclusivo, fino alla Società Operaia Cattolica di Borzoli e Nostra Signora della Salute, passando per le  Caruggiadi organizzate durante la Festa dello Sport del Comune di Genova e La Città di Carta, festival promosso da Pepita Ramone e Per Inciso con il supporto di Arci Genova.

La quinta edizione della Champions League porta con sé anche un significato sociale importante. Nel corso dell’ultimo anno è nato infatti il progetto “La Mano Buona”, realizzato con il contributo della Fondazione Carige e promosso dal Comitato Per Prè insieme a Davide Manzi.

L’iniziativa trasforma il gioco della Cirulla in uno strumento di inclusione: partite organizzate nelle RSA per contrastare la solitudine degli anziani e corsi rivolti alla comunità migrante, dove il gioco diventa occasione di incontro, apprendimento della lingua e dialogo tra culture.

La scelta della location non è casuale. La finale di questa sera si disputerà nella storica Sala Chiamata del Porto, luogo simbolo per i camalli. Un gesto simbolico per rendere omaggio al ruolo civico dei lavoratori portuali che negli ultimi mesi si sono distinti per iniziative legate alla pace e alla solidarietà internazionale.

Il primo torneo cittadino ha avuto come cornice i Giardini Luzzati, dove negli ultimi anni il gioco ha conosciuto una nuova stagione di popolarità. Come raccontato anche in passato su La Voce di Genova, l’esperienza era iniziata per caso un lunedì sera d’estate, con qualche tavolo e sedici squadre pronte a sfidarsi.

Quella prima serata segnò l’inizio di un appuntamento fisso che nel tempo è cresciuto fino a coinvolgere centinaia di partecipanti in tutta la città, trasformando la cirulla in uno dei simboli della rinascita sociale del centro storico. 

Da allora il fenomeno si è allargato ad altri quartieri e ha coinvolto generazioni diverse, contribuendo a dare nuovo slancio a una tradizione che rischiava di perdersi e dimostrando che, anche nell’epoca degli smartphone, una partita a carte può ancora costruire comunità.

Le ‘buone da 10’ tornano a essere così un ponte tra generazioni, quartieri e storie, in un rito sacro, tanto quanto il pesto, che tende la mano per non lasciare indietro nessuna persona.

Isabella Rizzitano

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