“Affronterei realmente il tema dell'evasione fiscale. Magari con un bel programma di intelligenza artificiale per scovare gli evasori, anche se il più delle volte basterebbe confrontare l'auto, la casa e quanto dichiarano”. Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, Silvia Salis, sindaca di Genova, rispondendo alla domanda da dove comincerebbe se diventasse premier.
Continuano a chiederle di essere la prossima candidata del centrosinistra: accetterà? "Io ora sono sindaca di Genova - aggiunge - e lo sarò anche tra un anno. Il percorso che sto facendo nella mia città è estremamente formativo e gratificante. Condivido chi ha detto che nella vita ti puoi pentire di tante cose, ma non ti pentirai mai di aver fatto il sindaco. E poi costruire una carriera politica nazionale richiede tempo. Ma ho 40 anni e mentirei se dicessi che non ho interesse a occuparmene un domani".
Le elezioni le vincerà di nuovo il centrodestra? "Credo proprio di no - prosegue Salis -. La situazione internazionale sta complicando le cose e la loro credibilità è in netto calo. Loro portano avanti la paura, noi la speranza. Il centrosinistra deve andare unito e presentare un programma che sappia parlare alle persone sui temi centrali: sicurezza, sanità e lavoro".
Crede nel campo largo? "Preferisco chiamarlo campo progressista - afferma ancora -. È stata l'unica garanzia che ho chiesto per candidarmi a Genova. C'è bisogno di uno schieramento che sappia parlare al mondo economico, all'industria, alla borghesia, ma senza perdere di vista la giustizia sociale".
Una definizione di Meloni? "Direi che è estremamente strategica" conclude Salis.



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