I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Savona, nell’ambito dei propri compiti istituzionali volti a individuare e reprimere i più gravi fenomeni di evasione fiscale, nel maggio 2025 hanno dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica di Savona, a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. presso il locale Tribunale. Successivamente, nell’ottobre 2025, la misura è stata convertita nell’interdizione dall’esercizio di attività professionali e imprenditoriali nei confronti di un imprenditore di Albenga, operante nel settore delle costruzioni residenziali e non, nei lavori edili e nella lavorazione del marmo, attraverso la propria ditta individuale e quattro società a responsabilità limitata, alcune delle quali intestate a prestanome.

I reati contestati all’imprenditore, già condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta, riguardano l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Le verifiche fiscali condotte dai finanzieri sui soggetti economici a lui riconducibili hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio per frode fiscale: l’indebito vantaggio fiscale, stimato in circa 3 milioni di euro, derivava dall’emissione di fatture per lavori edili e di cantiere mai eseguiti. Insieme all’imprenditore, è stata indagata anche un’altra persona che avrebbe collaborato nell’attuazione del sistema fraudolento.
Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Savona, hanno incluso analisi contabili dettagliate, ispezioni fiscali e interrogazioni alle banche dati del Corpo. È emerso che l’imprenditore gestiva direttamente le società formalmente intestate ad altri, impartendo ordini agli amministratori di diritto e ottenendo così significativi vantaggi fiscali. Le società erano accomunate da caratteristiche tali da configurarle come un’unica entità, con coincidenza di sede legale e operativa, oggetto sociale, attrezzature, materiali, dipendenti, clienti e fornitori.













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