Il procedimento sull’aggressione dell’8 gennaio a Ventimiglia entra in una fase delicata. Da un lato la richiesta di perizia psichiatrica avanzata dalla difesa dell’uomo indagato, dall’altro la presa di posizione netta della legale della donna, l’avvocato Valentina Mazzacurati, che interviene per fare chiarezza su alcuni punti che nelle ultime settimane hanno alimentato polemiche. Il primo è quello più sensibile. “Non è vero che si prostituiva”, afferma con decisione. Una ricostruzione che, secondo la legale, sarebbe già stata oggetto di verifiche da parte degli inquirenti. “La mia assistita ha consegnato immediatamente il proprio cellulare e sono stati disposti accertamenti sul sito a cui era stato fatto riferimento”. Su questo fronte la linea è chiara: "Sarà presentata una denuncia per diffamazione".
La perizia psichiatrica: “Richiesta eccessiva”. L’avvocato Mazzacurati interviene anche sulla richiesta della difesa dell’indagato di procedere con una perizia psichiatrica in incidente probatorio. La parte offesa ha depositato una memoria di opposizione. “Riteniamo che sia una richiesta eccessiva in questa fase e priva di un adeguato fondamento”, spiega. Secondo quanto riferito, “non risulterebbe alcuna documentazione medica che giustifichi un accertamento immediato. La psicologa lo avrebbe semplicemente invitato a rivolgersi al Centro di Igiene Mentale. Su questa base è poco”. Il giudice si pronuncerà nei prossimi giorni.
Gli accertamenti sulla dinamica. Intanto è in corso l’incidente probatorio per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. Il giudice ha nominato come perito Orengo Maglione, che ha chiesto un termine di 90 giorni per il deposito della relazione. La parte offesa ha indicato un proprio consulente tecnico, Martini, così come la difesa dell’uomo ha nominato Malcontenti. La donna è tornata a casa e, secondo quanto riferito dalla legale, sta meglio, pur restando limitata in diverse attività quotidiane a causa delle ferite riportate. Si è sottoposta agli accertamenti previsti per chiarire la dinamica dei fatti. “Un’escalation durata nel tempo”: l’avvocato Mazzacurati riferisce inoltre di aver depositato una nuova denuncia relativa a episodi precedenti, qualificati come maltrattamenti.
Secondo la ricostruzione della parte offesa, quanto accaduto l’8 gennaio sarebbe stato il punto culminante di una tensione maturata nel tempo, in particolare dopo che la donna aveva iniziato a lavorare come dipendente in un’azienda di sicurezza stradale. Da quel momento, sostiene la difesa, sarebbero cominciati controlli insistenti sul cellulare e chiamate continue, circostanza già richiamata nell’ordinanza di convalida che fa riferimento a un intervento dei carabinieri il 25 novembre scorso.



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