“La situazione è molto tranquilla, quasi surreale”. È il racconto all’Adnkronos di Lorenzo Prosperi, ingegnere genovese attualmente ad Abu Dhabi per lavoro, mentre gli Emirati Arabi Uniti sono interessati dagli attacchi missilistici e dai droni lanciati dall’Iran nelle ultime ore.
Prosperi sarebbe dovuto rientrare in Italia a fine aprile. Nonostante la tensione internazionale, descrive una quotidianità che prosegue apparentemente senza scosse. “Sono in hotel ma non bloccato - spiega -. Per oggi, domani e probabilmente anche mercoledì ci hanno suggerito di lavorare da remoto. Io lavoro anche in campo, ma le attività operative sono state cancellate fino a nuova comunicazione, almeno per questa settimana”.
Sabato si trovava a Kite Beach, a Dubai, quando in cielo sono avvenute alcune intercettazioni di droni. “Al momento delle esplosioni pochissima gente ha lasciato la spiaggia: molti sono rimasti serenamente a prendere il sole, nuotare e giocare con i bambini”. La sera si è spostato al Dubai Mall per restare in un luogo chiuso prima di affrontare il viaggio in auto verso Abu Dhabi. “Alcuni negozi affacciati sull’esterno erano chiusi, come l’Apple Store, ma molti altri erano aperti, anche se con poca gente”.
Nonostante il clima di tensione, lo spettacolo delle fontane si è svolto regolarmente. “Poco prima ho visto un drone intercettato cadere verso un hotel, con una scia luminosa dietro, come una cometa”. Dalla finestra dell’hotel, racconta, ha assistito all’intercettazione di altri due droni durante la notte. “La mattina seguente avevo letto delle notizie sugli aeroporti colpiti, ma tutto continuava nella più completa normalità”.
Musei e luoghi pubblici sono rimasti aperti, seppure con presenze ridotte. Un messaggio di alert ricevuto sul telefono informava che la situazione era sotto controllo e che il pericolo era passato.
Successivamente Prosperi si è recato sulla spiaggia della Corniche Nord di Abu Dhabi. Proprio nella capitale la situazione è apparsa più concreta. “A un certo punto si sono sentiti dei boati e del fumo ha iniziato a provenire dalla zona portuale”.
Tornando verso casa ha visto qualcosa in fiamme in un’area non accessibile al pubblico. “Il tutto senza sirene, senza polizia con lampeggianti, senza alcun segnale evidente di emergenza”.
Nella mattinata successiva tre forti esplosioni hanno fatto vibrare i vetri dell’edificio in cui alloggia, senza però che fosse visibile nulla dall’esterno. “E anche stasera si è sentito un altro boato, ma senza vedere nulla”.
Al momento le attività operative all’aperto restano sospese e le aziende stanno privilegiando il lavoro da remoto in attesa di capire l’evoluzione della situazione. “Vediamo come evolve stanotte e domani”, conclude l’ingegnere













Commenti