Le mani di Buono sull'Alleghe. E quelle di Pisarenko sul cuore del Varese. Ma ci sono venti di tempesta.
Non immaginavamo nulla di simile, ma l'hockey è sempre capace di riempire pagine bianche con le storie più belle.
Capitolo I della prima gara di un playoff che si annuncia molto lungo e che, sicuramente, manderà in semifinale una squadra facendo perdere molto sangue (e anima) all'altra e a tutti: primo tempo tutto dell'Alleghe, secondo tutto del Varese, terzo tutto di battaglia, ma il fumo che sale dagli scontri è giallonero.
I momenti da ricordare sono tre. Il primo è il pareggio spartiacque del 2-2 di Christian Buono dopo 24', con un gol inventato sotto la nord che gira la partita. Da lì le Civette, prima così coraggiose e in volo, vengono messe in gabbia dai Mastini che assestano i colpi del primo punto nella serie grazie allo stesso Buono, a Bastille (che, con lui o con Terzago, ha solo bisogno di complici per lasciare il segno sul risultato, soprattutto nella bolgia di via Albani), a un Terzago devastante e uomo ovunque in fase offensiva e a una squadra "diversa". E questa diversità è il secondo punto cruciale del 5-3 di stasera. Ma, sopra tutto e tutti, ci sono le mani con cui Buono muove il bastone. Mani d'oro. E adesso ci sono anche i gol, il suo piatto forte che ci mancava.
Diversità sta nella capacità di entrare duro, battagliare (il terzo tempo è solo quello, ma anche l'inizio partita), accettare anche il gioco sporco, o addirittura pensare di poterlo governare: dimenticatevi i Mastini dal cuore d'oro di una volta. Siamo di fronte, a partire dall'entrata di Marco Matonti dopo 134 secondi di gara 1, a una squadra che sa o vuole anche, tra virgolette, giocare in maniera dura fino all'eccesso per difendere il proprio fortino e il suo sogno. Questo porterà a una serie durissima, già a partire da martedì all'Alvise De Toni quando sarà un'impresa non vedere qualche penalità partita con le avvisaglie di oggi. Ma i Mastini devono essere Mastini, accettare il rischio, così come le Civette. Qualcuno pagherà sicuramente dazio.
Terzo momento clou: il match sul piccolo ring dentro la porta del Varese, sempre sotto la Nord, nel secondo periodo. Lì, in un minuscolo fazzoletto di ghiaccio, il finlandese Viikila e Pisarenko si sono avvinghiati e il portiere ucraino non si è tirato indietro, avvinghiandosi alla porta e all'avversario. Se le sono date di santa ragione, in un'arena impazzita. Se le sono date e il numero 31 giallonero si è conquistato la gente: "Pisarenko uno di noi" cantava la curva. E la prima volta, qui, è per sempre.
Poi c'è stato spazio solo per le tensioni finali sotto il settore dei tifosi alleghesi, quando è partito il segnale della battaglia totale che potrebbe benissimo portare a una gara 2 a forte rischio penalità e risse, oltreché a una serie che potrebbe benissimo finire a gara 5. Ma, intanto, il Varese c'è. Lotta, gioca e, se c'è da farlo, picchia. Ed entra in un territorio ineesplorato. La terra del sogno.
Terzo tempo di battaglia e di segnali
Dal 4-2 in poi, ma anche prima, è battaglia. Con quella scena pazzesca di Viikila scaraventato nella porta di Pisarenko e la rissa tra i due nella gabbia varesina inclinata. È la prima volte che vediamo qualcosa di simile. È il fuoco con cui il portiere ucraino incenerisce i cuori gialloneri, facendoli suoi. Varese cattivo, aggressivo. Varese Mastino. Dopo che Ghiglione da solo si era presentato per il 5-2, ci pensa Makinen da fuori in power play a sigillare il match. Peterson, tra i migliori, si prende anche un rigore che sbaglia dopo avere avuto altre occasioni per segnare che lo hanno sempre visto nel vivo della partita e del gioco (avesse segnato, avrebbe potuto giocarsi il ruolo di Mvp). Poi, tra grandi tensioni anche nel palazzo nei pressi del settore alleghese e il 5-3 finale ospite in power play, i premi Coop e Agricola, grandi amici dei Mastini, c'è stato spazio solo per gli applausi. La battaglia è appena iniziata: non finirà qui, e non finirà presto.
Numero 19 più numero 18: delirio e 3-0 di parziale giallonero
Si sblocca Buono (insultato dai tifosi ospiti) e questo è il risultato: parziale di 3-0 nel secondo periodo con dominio giallonero dal momento in cui l'attaccante numero 19 s'inventa il 2-2 sotto la Nord con la complicità del portiere ospite Lancedelli, dando il via allo show con Bastille. Il numero 18 e il 19 danno spettacolo, anche se la cornice è all'altezza, pensate a Terzago, uomo ovunque o a Marcello Borghi: il 23 giallonero arma Bastille che tira una volta, riprende il rimbalzo e piazza il fendente del 3-2. Poi, mentre l'Alleghe piano piano e abbastanza misteriosamente molla, Peterson sfiora il 4-2, prima che Buono - su disco, ovviamente, di Bastille - gonfi la rete e le gole dei mille di via Albani. 4-2, tutto ribaltato, la bellezza e l'imprevedibilità dell'hockey all'ennesima potenza.
Varese "salvato" dal tris solo dalla prima sirena: 1-2
L'inizio aggressivo (dopo 13 secondi Marco Matonti schiaccia alla balaustra un avversario) porta anche al vantaggio di Terzago su un'azione in velocità servito nell'inserimento da Perino con disco sparato nell'angolino basso che fa esplodere via Albani, ma è solo un cerino che accende l'Alleghe, un fuoco che inizia a divampare ed è fermato solo dalla prima sirena. Viikila dà per Alessio sotto porta che fa 1-1, poi in 39 secondi con l'uomo in più (così si fanno i power play) arriva il raddoppio ospite: Pisarenko non tiene il disco di Iori, ma nel delirio era difficile riuscire a bloccare una sassata come quella, Isiguzo castiga sul rimbalzo: 1-2. Da lì è superiorità ospite netta, sia fisica che nel gioco, con i gialloneri a un passo dal subire il tris. Fortunatamente arriva il suono della sirena.
Il tabellino
Varese-Alleghe 5-3 (1-2, 3-0, 1-1)
Reti: 5’11” Terzago (Perino, Makinen) 1-0, 6’09” Alessio (Viikila, Isiguzo) 1-1, 9’12” Isiguzo (Diego Iori, Alexandrov) in sup. 1-2; 24’31” Buono (Makinen, Bastille) 2-2, 28’19” Bastille (Buono, M.Borghi) 3-2, 31'57" Buono (Bastille) 4-2, 49’19” Ghiglione (Makinen, Buono) in sup. 5-2; 57’42” Diego Iori (Boisio, Erwin De Nardin) 5-3
Varese: Pisarenko (Filippo Matonti); Makinen, Marco Matonti, Bastille, Marcello Borghi, Buono; Schina, Re, Perino, Ghiglione, Terzago; Bertin, Crivellari, Xamin, Michael Mazzacane, Peterson; Erik Mazzacane, Fornasetti, Venturi, Tilaro. Coach: Juhani Matikainen
Alleghe: Lancedelli (Mathias De Nardin); Aleksandrov, Pfoestl, Isiguzo, Viikila, Alessio; Erwin De Nardin, Da Tos, De Toni, Lacedelli, Diego Iori; Dimai, Angoletta, Francesco Soppelsa, De Val, Noè Fontanive; Boisio, Manfroi, Nicolò Fontanive, Stefano Iori, Martini. Coach: Vesa Surenki
Arbitri: Riccardo Pignatti, Willy Vinicio Volcan (Nicolò Alberti, Fabio Zen)
Note - Tiri Va 28, Al 29. Penalità Va 10', Al 10'. Spettatori: 1.049.
Playoff, quarti di finale al meglio delle cinque gare
Caldaro-Feltre 4-1, Aosta-Fassa 4-3 (in corso), Varese-Alleghe 5-3, Appiano-Pergine 2-4
Gara-2, martedì 3 marzo, 20.30
Feltre-Caldaro, Alleghe-Varese, Pergine-Appiano, Fassa-Aosta (20.45)
Gara 3, giovedì 5 marzo, 20.30
Aosta-Fassa (20), Appiano-Pergine (20), Caldaro-Feltre, Varese-Alleghe
Eventuale gara 4: sabato 7 marzo a Canazei, Pergine, Feltre e Alleghe
Eventuale gara 5: martedì 10 marzo ad Aosta, Appiano, Caldaro e Varese
Regolamento: in caso di parità al 60', overtime di 20 minuti in 5 contro 5 (chi segna per primo, vince) dopo il rifacimento del ghiaccio, poi eventuale altro overtime di 20 minuti in 3 contro 3 e così via (in caso di gara decisiva, anche il secondo overtime è in 5 contro 5).
Semifinali al meglio delle cinque gare dal 14 al 24 marzo tra le vincenti di Caldaro-Feltre e Appiano-Pergine da una parte del tabellone e tra chi la spunterà tra Aosta-Fassa e Varese-Alleghe dall'altra.
Finale al meglio delle sette gare dal 28 marzo all'11 aprile.






































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