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Calcio | 27 febbraio 2026, 14:42

Piazzetta Anastasi all'ingresso dello stadio: Varese dedica un pezzetto del suo cuore al grande Pietruzzu

Un gesto simbolico e meritatissimo da parte dell'amministrazione comunale a sei anni dalla morte di un uomo eccezionale che ha amato e dato tutto alla nostra città. Ora la sua Anna, i figli e tutti i varesini potranno essere sfiorati dalla sua "essenza" purissima ogni volta che si avvicineranno al Franco Ossola, dove nacque la leggenda di Pietro Anastasi

Piazzetta Anastasi all'ingresso dello stadio: Varese dedica un pezzetto del suo cuore al grande Pietruzzu

«Quando mi alzo e ogni sera prima di dormire penso a lui. Mi manca tutto di Pietro, perché facevamo tutto assieme»»: presto ad Anna Anastasi, angelo vivente di una storia d'amore eterna anche adesso che la sua dolcissima metà è volata via da sei anni, mancherà un pochino meno. 

Un "pezzetto" dell'essenza di un uomo-campione e di un campione-uomo come pochi altri infatti rivivrà in ciò che è dovuto e meritatissimo: uno spazio simbolico per sempre dedicato da quella Varese che è diventata casa, famiglia e quotidianità dopo il trasferimento da giovanissimo dalla sua Sicilia. «Le persone mi fermano e si aspettano di vederlo spuntare da un momento all'altro perché ne percepiscono la presenza» ci disse in una struggente chiacchierata proprio Anna lo scorso agosto (leggi QUI), un dialogo a cuore aperto che avevamo concluso con un appello. Questo: Varese è ancora in tempo a ricordare  con qualcosa di bello ed eterno uno dei più grandi calciatori di sempre che, pur non essendo nato in questa città, le ha fatto il dono più bello, la ricompensa di cui è capace soltanto chi arriva da lontano e sceglie di crescere e vivere qui: amarla e considerarla casa molto più di tanti varesini doc.

Appello ascoltato: il Comune, infatti, su impulso dell'assessore allo Sport Stefano Malerba ha deciso di intitolare la piazzetta davanti allo stadio - tra la rotonda che ricorda Giovanni Borghi e il cancello della tribuna -  a Pietro Anastasi. Proprio lì, una targa accompagnerà da qui all'eternità i varesini in quello stadio che è anche l'imperitura casa di Franco Ossola, Bruno Arcari, Peo Maroso e dei più grandi cuori biancorossi di sempre e che assistette all'esplosione di Pietruzzu. Proprio lì Anastasi provò dall'inizio, la tripletta da leggenda nel 5-0 alla Juventus del 4 febbraio 1968, alla fine, quando con la sua Anna camminava davanti al Franco Ossola per entrare in tribunaa o anche solo per accompagnarla per una spesa del profumo di terre lontane come l'ortofrutta Sapia, un brivido tutto varesino: quello di chi si sente a casa nelle grandi piccole cose della vita di ogni giorno.

Tra poco piazzetta Anastasi, là dove mosse i primi passi il campionissimo e diventò grande un uomo di una sensibilità senza eguali, ricorderà ad Anna, ai figli Gianluca e Silvano e a tutti noi che gli angeli, anche quando chiudono le ali, sanno volare accanto a noi, accompagnandoci finché non li riabbracceremo.

Andrea Confalonieri

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