"Non ho fatto portare via nessuna auto, sono tutte invenzioni di qualche cittadino". È diventato un caso politico e amministrativo quello delle auto abbandonate presenti nelle autorimesse degli stabili Atc di via Como 26-18 e corso Novara 78, in Circoscrizione 7. Una vicenda che tiene banco da almeno 10 anni e che improvvisamente è salita agli onori delle cronache per il presunto intervento di una consigliera della 6 (Verangela Marino), accusata di essersi presentata alle popolari con un carro attrezzi per far rimuovere i rottami.
L'intervento dei pompieri: 21 gennaio
Una vicenda con tanti lati oscuri ma una certezza: il 21 gennaio 2026 un sopralluogo dei vigili del fuoco ha fatto scattare la necessità di interdire temporaneamente le autorimesse, proprio per l’assenza delle condizioni minime di sicurezza. Nel verbale si legge, nero su bianco, la necessità di sgomberare immediatamente gli autoveicoli entro la data del 27 gennaio.
Dal giorno successivo scattano poi le polemiche di chi non ha rimosso l'auto e non si è accorto dei cartelli. Intanto i box vengono chiusi fino a nuove valutazioni, ancora in corso.
La segnalazione e il sopralluogo
Secondo quanto ricostruito dalla consigliera Marino, tutto nasce il 20 gennaio scorso (cioè il giorno prima), quando viene contattata da un’anziana signora, amica della madre, residente nel complesso Atc di via Como. La donna le riferisce di una situazione problematica nell’autorimessa: auto piene di rifiuti, una delle quali senza targa, e un diffuso stato di preoccupazione tra gli abitanti.
"La signora era molto agitata", spiega Marino. "Ho deciso di andare a parlarle. Nel frattempo mi ha chiamato un carro attrezzi chiedendomi come fare a rimuovere le auto, perché alcuni residenti del comprensorio popolare lo avevano contattato. Ho detto espressamente che non si poteva fare e che comunque quella Circoscrizione non era di mia competenza".
A quel punto la consigliera della 6 contatta la collega della 7, Patrizia Alessi, e nel pomeriggio le due effettuano un sopralluogo congiunto per verificare la situazione.
“Non ho portato via nessuna auto”
Marino respinge categoricamente le voci che la vorrebbero coinvolta nella rimozione dei veicoli. "Qualcuno ha detto che io ho portato via le auto, ma non è vero e non ne avrei nemmeno la possibilità". E chiarisce anche di non aver informato il presidente della propria Circoscrizione: "Non l’ho fatto semplicemente perché non è il mio territorio".
Una posizione che ha sollevato osservazioni politiche, dal momento che il presidente della Circoscrizione 6 Valerio Lomanto ha ammesso che la circoscrizione "non era a conoscenza di questo intervento della consigliera". Anche la 7 non interviene sul tema. "E' un condominio in capo ad Atc e sono loro, eventualmente, ad attivare le procedure per portarle via" aggiunge il presidente, Luca Deri.
La posizione di Alessi
Dal canto suo, la consigliera Alessi ricostruisce di essere stata contattata da Marino nella tarda mattinata del 20 gennaio e di essersi recata sul posto nel pomeriggio. Nel cortile avrebbe incontrato un residente, al quale avrebbe spiegato che trattandosi di un luogo privato di proprietà tc, l’unica azione possibile nel suo ruolo sarebbe stata informare il presidente dell’ente, Maurizio Pedrini.
"Mi è stato riferito che il presidente era già a conoscenza della situazione" precisa Alessi, che aggiunge di aver comunque provveduto a informare formalmente Atc la mattina seguente. "Penso di aver fatto il mio dovere sia andando a verificare una criticità sul territorio sia avvisando l’ente competente".
ATC: “Non eravamo a conoscenza”
Da parte sua, Atc ha fatto sapere di aver risposto alla Circoscrizione e al Comune dichiarando di non essere a conoscenza di interventi da parte di terzi. Nel frattempo si è passati, come già detto, alla chiusura dei box per l’assenza delle condizioni minime di sicurezza antincendio. "I residenti sono stati avvisati e invitati a rimuovere le proprie auto", precisano dall’ente di corso Dante.
È attualmente in corso una valutazione dei provvedimenti necessari per consentire una futura riapertura, totale o parziale, degli spazi.



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