Si è svolta nella tarda mattinata di oggi, nello specchio acqueo antistante Pian di Nave un'esercitazione di ricerca e soccorso in mare organizzata dalla Guardia Costiera. L’attività addestrativa, coordinata dal 1° Centro Secondario del Soccorso Marittimo di Genova, ha visto l’impiego congiunto di unità navali, operatori subacquei e di un elicottero, impegnati in una realistica simulazione operativa.
Lo scenario ipotizzato prevedeva l’incendio di un’imbarcazione con tre persone a bordo, costrette ad abbandonare il mezzo e a mettersi in salvo in mare. L’esercitazione è entrata nel vivo con l’accensione di un fumogeno, segnale di richiesta di aiuto da parte dei naufraghi, che ha dato il via alle operazioni di ricerca e recupero.
Alle manovre ha preso parte anche la nave “Visalli”, moderna unità SAR autoraddrizzante e inaffondabile lunga oltre 33 metri, in grado di raggiungere i 31 nodi e trasportare fino a 175 persone. Costruita da Intermarine e classificata per missioni di soccorso e polizia marittima, dispone di equipaggiamenti avanzati per la localizzazione e il recupero — tra cui radar, telecamere optroniche a infrarossi, barelle galleggianti e sistemi medici di emergenza — oltre a un’autonomia di circa 1.000 miglia nautiche.
Al comando dell’unità il pattugliatore costiero Simone Catani, che ha coordinato le manovre insieme agli altri mezzi impegnati nel soccorso. Gli operatori hanno individuato rapidamente i dispersi, procedendo al recupero in acqua e al loro trasferimento in sicurezza a bordo.
Le operazioni sono state chiaramente visibili dal piazzale di Pian di Nave e dalle aree adiacenti al Porto Vecchio, dove numerosi cittadini e turisti si sono fermati ad assistere. L’intervento, particolarmente spettacolare anche per la presenza dell’elicottero, ha offerto uno spaccato concreto delle capacità operative del sistema di soccorso marittimo.
Al termine delle operazioni il capitano di vascello Roberto D'Arrigo e il capitano di fregata Fabio Melis hanno spiegato nel dettaglio le operazioni effettuate e le manovre delle forze impegnate.
L’esercitazione aveva l’obiettivo di testare e perfezionare le procedure di intervento, migliorare il coordinamento tra le diverse componenti specialistiche e verificare la prontezza di risposta a emergenze complesse in mare. Un momento addestrativo fondamentale per gli operatori coinvolti, ma anche un’occasione per mostrare alla collettività il lavoro quotidiano svolto a tutela della sicurezza della navigazione e della vita umana.


























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