Le frazioni di Asti ospitano una popolazione pari a quella di un comune medio-piccolo. Eppure, troppo spesso vengono trattate come "periferia", con interventi episodici e una scarsa programmazione. Da questa constatazione parte la proposta presentata da Mario Malandrone (Ambiente Asti), Vittoria Briccarello e Mauro Bosia (Uniti si può) e Gianfranco Miroglio (Europa Verde), un piano articolato in otto punti per passare da una gestione frammentata a una politica strutturata, continua e verificabile per i quindicimila residenti delle frazioni.
Sicurezza, manutenzione e mobilità
Il primo capitolo riguarda la sicurezza stradale e la qualità dello spazio pubblico: si chiede l'introduzione di un limite di 50 km/h nei centri abitati, con dissuasori intelligenti e una mappatura partecipata dei punti critici (scuole, fermate bus, incroci). Sul fronte della manutenzione, la proposta punta a superare la logica delle segnalazioni "a spot" con un Piano triennale pubblico e consultabile per buche, marciapiedi, illuminazione e verde. Per la mobilità, si richiede il potenziamento delle linee extraurbane e l'introduzione di navette di collegamento con i servizi essenziali.
Servizi, partecipazione e risorse
Il documento insiste poi sulla necessità di presidi di prossimità: punti civici multifunzione, spazi per associazioni e pro loco, e il rafforzamento dei servizi sanitari e sociali per anziani e fragili. Sul versante della partecipazione, i firmatari propongono l'istituzione di Consigli di frazione con funzioni consultive reali, assemblee pubbliche calendarizzate e un bilancio partecipativo dedicato. Fondamentale, infine, la previsione di una quota fissa del bilancio comunale vincolata alle frazioni, proporzionata alla popolazione, e la nomina di un assessore o delegato con responsabilità esclusiva sul tema.
Valorizzazione economica e conclusione
Completa il quadro la valorizzazione del tessuto economico delle frazioni, con la mappatura di attività agricole, artigianali e ricettive e la costruzione di percorsi di sviluppo condivisi. "Dopo anni di segnalazioni, i problemi delle frazioni sono noti e documentati – scrivono i promotori –. Oggi non serve un tour, serve una scelta politica chiara: considerare i 15.000 cittadini delle frazioni parte integrante della città, con diritti, servizi e attenzione quotidiana".













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