Un cielo autunnale che nasconde la primavera ormai in arrivo e la pioggia a bagnare slogan e bandiere. Ma nemmeno il maltempo ha fermato il corteo di Innamorati di Torino, la manifestazione unitaria dei sindacati metalmeccanici per chiedere un rilancio della città e della sua industria automotive. Un appello rivolto a Stellantis, ma non solo.
Modello come la 500
Partenza da piazza Arbarello. “Chiediamo un modello accessibile a tutti, sulla scia della 500. Un auto alla portata di tutti, le famose utilitarie. Dobbiamo tornare alla tradizione per rilanciare il futuro”, dice Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino.
“Un modello di consumo spendibile che alzi il livello produttivo e dare una sopravvivenza a Mirafiori - aggiungono Ciro Marino, segretario torinese Uglm, mentre Silvia Marchetti, segretaria regionale Uglm aggiunge - sarebbe meglio lo spostamento di un modello già esistente per avere tempi più brevi”.
Assumere giovani

“Stiamo chiedendo anche nuove assunzioni per rilanciare Torino in generale - dice Edi Lazzi, segretario generale Fiom Cgil - non è vero che i giovani siano schizzinosi, ma chiedono lavoro dignitoso e con garanzie. Non a termine, retribuito poco e a termine. Non è un tabù. Come non è tabù chiedere un nuovo produttore, oltre al rilancio di Stellantis. Se il Piemonte fosse Zes, zona economica speciale, sarebbe ideale”.
Solo una tappa
“Oggi non è l’ultimo passo, ma una tappa di un percorso che avevamo già iniziato unitariamente nel 2023 - aggiunge Rocco Cutrì, segretario generale Fim Cisl - e che si è ampliato a tutte le sigle del metalmeccanico. Abbiamo coinvolto le istituzioni e dobbiamo tutti mettere a disposizione strumenti e possibilità per mantenere la centralità di Torino. Può essere la città non solo dell’auto ma della mobilità”.
Politica industriale e tagli all’energia
“Innamorati di Torino perché crediamo nel futuro di questa città e nel suo rilancio - aggiunge Sara Rinaudo, segretaria Fismic Confsal Torino - Serve una politica industriale lungimirante e che tagli i costi dell’energia”.
Perdere competenze
“C’è il rischio di perdere il nostro know how e dobbiamo preservare la nostra eccellenza dal design e progettazione fino alla consegna dell’auto - conclude Fabrizio Amante, segretario Acqfr - Se ci fosse un modello nuovo, il problema sarebbero i tempi di sviluppo. Ma noi siamo capaci di fare tutto. Interconnessi a livello europeo, non si può essere autonomi dai colleghi tedeschi e francesi: dobbiamo gestirlo con l’equilibrio che serve”.
Tante le fasce tricolori in corteo. Torino, ma anche i Comuni vicini. Da Grugliasco a Moncalieri (con il primo cittadino Paolo Montagna), Chieri e non solo. Accanto ai sindaci, anche l’assessore regionale Maurizio Marrone. E poi anche Valentina Cera e Alice Ravinale, consigliere regionali di AVS, l’assessore torinese Jacopo Rosatelli e i consiglieri comunali Emanuele Busconi e Sara Diena di SE.
“Come sindaci siamo qui per dare solidarietà alla richiesta di un cambio di paradigma contro una progressiva de industrializzazione - dice Stefano Lo Russo, sindaco di Torino - Servono azioni intense e rapide, a cominciare dal Ministero che deve riconoscere le specificità di questo territorio. Per Torino e per l’intero Paese. Bisogna dare una prospettiva occupazionale ai cittadini e cittadine e va salvaguardato”.






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