È costata una condanna a sette mesi - con il beneficio della sospensione condizionale - per accesso abusivo a sistema informatico, la consultazione della banca dati interforze effettuata da un ex appuntato del Nucleo Informativo dei carabinieri, oggi in congedo.
L’indagine che lo vedeva coinvolto traeva origine da una perquisizione eseguita nel luglio 2022 nei confronti di un altro carabiniere: un ex collega torinese già pensionato.
Dall’analisi del materiale sequestrato era emerso uno scambio di messaggi, risalente alla notte di Capodanno precedente, in cui il militare torinese chiedeva all'amico appuntato di verificare la posizione di un imprenditore di Cuneo, titolare di una concessionaria d’auto.
Pochi giorni dopo, il 2 gennaio, l’appuntato effettuò quattro accessi consecutivi allo Sdi, il Sistema di indagine utilizzato da carabinieri e altre forze di polizia.
Le ricerche avevano riguardato i dati anagrafici del concessionario, la patente di guida, la ragione sociale dell’azienda e la targa di un veicolo.
Secondo la ricostruzione emersa nel processo, quelle consultazioni non erano però collegate ad alcuna attività di servizio.
In particolare, gli accertamenti avevano inoltre chiarito che la richiesta sarebbe stata avanzata dal pensionato torinese per conto di un parente interessato all’acquisto di un’auto presso quella concessionaria. Per gli stessi fatti l’ex militare è già stato giudicato con rito abbreviato e condannato a un anno di reclusione.
Nel corso del procedimento a carico dell'appuntato, la Procura ha evidenziato come gli accessi risultassero oggettivamente tracciati nei sistemi informatici ma come non vi fossero elementi a carico dell’imprenditore oggetto delle verifiche, neppure con riferimento ad annualità precedenti.
La difesa, di contro, ha sostenuto che l’imputato non avrebbe dato seguito alla richiesta dell’ex collega e che la consultazione sarebbe stata dettata da un ricordo legato a un omonimo.
Il tribunale ha tuttavia ritenuto provata la responsabilità dell’ex appuntato, concedendo la sospensione condizionale della pena e il beneficio della non menzione.













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