Cronaca di una morte annunciata. Con un'avvertenza: il gol finale del 4-1 di Terzago per noi "non" è quello della bandiera. La bandiera andava difesa prima, tutti assieme: ma il Varese stasera assieme ha giocato veramente per un tempo. "Assieme" significa pensare singolarmente a fare qualcosa, qualunque cosa, che serva alla causa comune. Un urlo, una scazzottata, un bastone picchiato sul ghiaccio, una reazione accompagnata da queste parole: "Ragazzi, perdiamo. Ma perdiamo lasciando il sangue". Un sangue che fatica ad emergere.
Stavolta la terribile musichetta che accompagna da sempre ogni gol del Caldaro è suonata 4 volte, erano state 8 in Coppa Italia e, sempre qui, 6 nella regular season. Segno di una superiorità altoatesina schiacciante nel cinismo, nell'essere squadra, nel saper attendere e colpire, nell'affondare il coltello che, però, è sempre stata favorita da un atteggiamento di arrendevolezza complessiva del sistema (giovani e veterani, a parte qualche eccezione, portieri, giocatori vecchi o nuovi, come Ghiglione e Buono) una volta che il Varese si è trovato sotto di due gol, solitamente a inizio del secondo periodo. È questo lasciarsi andare che lascia di sasso: certo, è capitato anche a molti altri avversari dei Lucci, ma ai Mastini non siamo abituati a perdere 3 volte su 4 quasi nello stesso modo. Una fiammata e poi una doccia gelata.
Impegnato com'era a contestare il titolo di VareseNoi in cui nominavamo i tre giocatori che erano mancati contro l'Aosta (Vanetti, Piroso e, apriti cielo, Perla: cioè cuore, palle, classe), forse qualcuno non ha pensato alla realtà e, cioè, che sarebbe arrivato il Caldaro ad evidenziare, a nostro avviso, errori di mercato che nascono da lontano anche nell'abbinamento dei portieri (se scegli Pippo e vuoi farlo crescere, magari accanto a lui occorre un'altra esperienza; così come se scegli Pisarenko, può darsi che il suo alter ego ideale non sia Pippo: ma sono tutte supposizioni dette con rispetto e stima assoluta), mancanza di fuoco o continuità in altri ruoli chiave per una squadra di vertice di IHL e, naturalmente, le assenze sopra citate, perché non sempre ogni quattro giorni Schina e Re possono essere spremuti così e fare miracoli. Ecco: una bella autocritica e delle belle scuse da parte di chi è addetto al mercato della società sarebbe servita già l'anno scorso per la vicenda Glavic ma, visto che non è mai arrivata, ora è più che mai d'uopo. Altro che mettere i puntini sulle "i" stracciandosi le vesti contro Perla: al massimo, va spiegato perché non gioca più nel Varese.
Detto ciò, acqua passata non macina più. Il presente è del Caldaro, che ci "costringe" ad assistere all'ennesima partita da pallottoliere con un terzo tempo in cui arriva anche il meritatissimo poker su un disco non trattenuto da Matonti che, va detto, non ha colpe se non l'impossibilità di crescere - soprattutto, magari, nelle trattenute - in circostanze come questa, di palese inferiorità del complesso nelle sfide fin qui disputate con Caldaro, tranne una, e Alleghe, quando la squadra affonda al secondo colpo di vento contrario.
Dal power play l'inizio della fine
Quando avviciniamo le parole "power play" a "Varese", tremiamo. E infatti l'inizio della fine, ancora una volta, nasce dalla superiorità numerica giallonera sprecata all'inizio del secondo periodo da cui è scattato, come una ghigliottina, il raddoppio praticamente a porta vuota di Oberrauch dopo che Matonti aveva respinto un tiro, restando sbilanciato. Come già accaduto, non solo contro gli altoatesini, sotto di due gol alla squadra di Da Rin si è spenta la luce (un solo tiro di Bastille nei primi 8 minuti della ripresa). Così è arrivato lo 0-3 su un tiro angolatissimo forse deviato nel traffico che almeno a noi non è apparso imparabile e, anche nella disperata reazione d'orgoglio, davanti a Rohregger il Varese non è mai stato davvero convinto, determinato e feroce per riuscire a forare la rete. Insomma, non è sembrato crederci più di tanto.
Se regali due power play il Caldaro ti punisce
Due penalità regalate dal Varese (Peterson e Buono) e il Caldaro per un'inezia di cinismo in più, sfruttando il 50% dei power play come fanno le grandi squadre, finisce avanti quasi senza accorgersene, per forza d'inerzia, il primo tempo con il gol di Cappuccio a 33 secondi dalla prima sierna sul rimbalzo concesso da Pippo Matonti dopo il tiro di Erlacher. Inutile dire che è stato un peccato e che il risultato giusto, come alla fine del primo tempo di Coppa, sarebbe stato il pareggio per le due vere e uniche occasioni, una per parte, di Oberrauch (gran parata di SuperPippo) e Terzago, che si era trovato solo davanti a Rohregger, senza riuscire ad angolare il disco, mentre i gialloneri si trovavano con l'uomo in meno. A dirla tutta, anche Schina per due volte ci ha provato da fuori, in un caso da ottima posizione: eppure ai Lucci, lo sappiamo, basta un errore per colpire. L'errore di due power play omaggio.
Caldaro-Varese 4-1 (1-0, 2-0, 1-1)
Reti: 19'27" Cappuccio (De Donà, Erlacher) in sup. 1-0; 23'36" Oberrauch (Selva, Cappuccio) 2-0, 30'53" Galassiti (De Donà, Vinatzer) 3-0; 52'07" Wieser (Alanne, Saha) 4-0 in sup., 56'43" Terzago (Buono) 4-1 in sup.
Caldaro: Rohregger (Pallabazzer); Clericuzio, Valentini, Alanne, Wieser, Saha; Massar, Bianco, Selva, Cappuccio, Oberrauch; Soelva, Shoepfer, Galassiti, Vinatzer, De Donà; Schmid, Bellet, Oberhuber, Erlacher, Todesco. Coach: Teemu Virtala.
Varese: Filippo Matonti (Pisarenko); Schina, Re, Marcello Borghi, Terzago, Perino; Makinen, Crivellari, Buono, Ghiglione, Bastille; Marco Matonti, Erik Mazzacane, Xamin, Michael Mazzacane, Tilaro; Peterson, Pietro Borghi, Venturi. Coach: Massimo Da Rin
Arbitri: Patrick Theo Gruber, Alexander Wiest (Anna Callovini, Alberto Plancher)
Note - Tiri Cal 27, Va 19. Penalità Cal 10', Va 6'.
Master Round
3ª giornata: Caldaro-Varese 4-1, Aosta-Pergine 1-0 (iniziata alle 20), Alleghe-Appiano (20.30)
4ª, giovedì 29 gennaio: Appiano-Aosta (20), Caldaro-Alleghe (20.30), Varese-Pergine (ore 20.45)
5ª: Alleghe-Varese (sabato 31 gennaio, ore 20.30)
6ª: Appiano-Varese (sabato 7 febbraio, ore 19.30)
7ª: Aosta-Varese (mercoledì 11 febbraio, ore 20)
8ª: Varese-Caldaro (sabato 14 febbraio, ore 18.45)
9ª: Pergine-Varese (giovedì 19 febbraio, ore 20.30)
10ª: Varese-Alleghe (sabato 21 febbraio, ore 18.30)
Classifica master round
Caldaro* 26 punti. Aosta 17. Varese* 16. Alleghe 15. Pergine 14. Appiano 13.
Qualification Round
3ª giornata: Bressanone-Fiemme 3-5, Feltre-Dobbiaco 1-1 (iniziata alle 19.30), Fassa-Valpellice (20.45)
Classifica: Feltre, Valpellice 13. Fassa, Fiemme* 12. Bressanone*, Dobbiaco 10.
Giovedì 29, 4ª giornata, 20.30: Valpellice-Feltre, Fiemme-Dobbiaco, Fassa-Bressanone (20.30)













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