Il Nazionale

Cronaca | 19 gennaio 2026, 11:21

L'eco della strage di Crans-Montana e la stretta sui controlli: sigilli a un ristorante astigiano

Il Questore ha disposto una sospensione della licenza per 7 giorni: "spettacoli" pirotecnici tra le case ed estintori fuori uso

L'eco della strage di Crans-Montana e la stretta sui controlli: sigilli a un ristorante astigiano

L'eco della recente strage di Crans-Montana ha inevitabilmente alzato il livello di guardia in tutta Europa sulla sicurezza dei luoghi pubblici, ma nell'Astigiano la lente d'ingrandimento delle forze dell'ordine era già focalizzata da tempo sulle situazioni a rischio. In questo contesto di massima attenzione e prevenzione si inserisce il provvedimento adottato dal questore di Asti, dottoressa Marina Di Donato, che ha disposto la chiusura per 7 giorni di un  ristorante, resosi responsabile di condotte pericolose per l'incolumità pubblica.

La misura, notificata nelle scorse ore, non è un fulmine a ciel sereno, ma l'esito di un'attività di monitoraggio capillare che Polizia Locale e Squadra Amministrativa conducono costantemente sul territorio, proprio per evitare che negligenze gestionali possano trasformarsi in tragedia. Nel mirino degli inquirenti sono finiti due episodi avvenuti lo scorso dicembre: il locale aveva organizzato spettacoli pirotecnici non autorizzati per festeggiare alcuni compleanni.

L'accensione dei fuochi d'artificio nelle pertinenze del ristorante, situato in un'area ad elevata densità abitativa, ha creato una situazione di pericolo concreto e immediato, oltre a un evidente disturbo della quiete pubblica. Le indagini hanno rivelato che questi eventi venivano pubblicizzati con leggerezza sui social media, quasi come un marchio di fabbrica del locale, ignorando i rischi connessi all'uso di esplosivi in zone residenziali.

La sensibilità verso questi temi è divenuta ancora più acuta dopo i drammatici fatti di Crans-Montana, che hanno ricordato a tutti quanto sia sottile la linea tra divertimento e disastro. Tuttavia, i controlli effettuati ad Asti hanno fatto emergere un quadro di irregolarità ben più ampio e preesistente. Durante le ispezioni all'interno della struttura, gli agenti hanno riscontrato la mancata esposizione della Scia e, fatto ancor più grave, una gestione irresponsabile dei dispositivi di sicurezza: gli estintori erano mal posizionati, non revisionati e con carica insufficiente.

In un momento storico in cui la sicurezza nei luoghi di ritrovo è una priorità assoluta, tali violazioni non potevano passare inosservate. La somma di questi elementi — dai botti illegali alla carenza di presidi antincendio funzionanti — ha portato all'applicazione dell'articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS). 

Gabriele Massaro

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