Una finale estenuante, novanta minuti più supplementari col fiato sospeso, poi l’urlo liberatorio. Il Senegal vince la Coppa d’Africa battendo 1-0 il Marocco padrone di casa ai tempi supplementari e Torino, a migliaia di chilometri dallo stadio africano, si trasforma per una notte in una piccola Dakar.
Corso Giulio caput mundi
Al triplice fischio finale, i tifosi senegalesi sono usciti di casa e hanno invaso pacificamente le strade di Barriera di Milano e Aurora, dando vita a una festa spontanea e travolgente. Cuore pulsante dei festeggiamenti quel corso Giulio Cesare che pochi giorni fa aveva dato asilo al passaggio in finale del Marocco. Questa volta, invece, striscioni, fischietti, bandiere, clacson e così sono tutti per i Leoni della Teranga.
Festa senza eccessi
Fumogeni colorati hanno acceso la notte torinese, mentre dai balconi qualcuno salutava, qualcun altro riprendeva la scena con il cellulare. Auto incolonnate procedevano a passo d’uomo, finestrini abbassati e musica a tutto volume: un mix di ritmi africani e entusiasmo incontenibile. “È una vittoria storica, dovevamo festeggiare insieme”, racconta un tifoso avvolto nella bandiera del Senegal, tra applausi e pacche sulle spalle.
Una notte diversa dal solito, fatta di colori, suoni e orgoglio sportivo, che ha ricordato ancora una volta come Torino sappia diventare, all’occorrenza, una città davvero internazionale.

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